MORICONI 1994 IL PIANO DI AMMORTAMENTO FRANCESE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME COMPOSTO SI DETERMINA PRIORITARIAMENTE CON “A FIGURATO M AL TASSO I”

Anche nel MORICONI del 1994 è evidenziato che l’imposizione del vincolo matematico del DEBITO RESIDUO equo nel REGIME COMPOSTO determina prioritariamente nel PDA la sequenza di QUOTE CAPITALE e, quindi, conseguentemente, la sequenza di QUOTE INTERESSE è prioritariamente stabilita dall’equazione RATA meno QUOTA CAPITALE.

È pertanto evidente che, da un punto di vista matematico, nel REGIME COMPOSTO NON sussiste la necessità di effettuare alcuna moltiplicazione fra il precedente DEBITO RESIDUO e il tasso annuo o il tasso equivalente periodale nel caso di rimborsi infrannuali. La moltiplicazione, possibile solo nel sistema FRANCESE, è una proprietà matematica del REGIME COMPOSTO che, in maniera alternativa, ridistribuisce nel piano di ammortamento degli INTERESSI EFFETTIVI COMPLESSIVI ANATOCISTICI individuati precedentemente nella 1° FASE con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME ESPONENZIALE.

Di conseguenza, questa moltiplicazione NON può trasformare delle singole QUOTE INTERESSE precisate nel REGIME COMPOSTO in singole QUOTE INTERESSE calcolate nel REGIME SEMPLICE.

Non solo, questa moltiplicazione del sistema FRANCESE NON può trasformare algebricamente il piano di ammortamento in un “separato conteggio” nel REGIME SEMPLICE perché, è indubitabile, che la sequenza di singole QUOTE CAPITALE dipende esclusivamente dal PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO che ha determinato nella 1° FASE espressamente gli INTERESSI EFFETTIVI COMPLESSIVI ANATOCISTICI. Infatti, l’applicazione nella 1° FASE del processo matematico della formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con impostazione iniziale in t_0, evidenzia in maniera lampante che gli INTERESSI EFFETTIVI COMPLESSIVI ANATOCISTICI GENETICI sono dati dalla sommatoria di OGNI DIFFERENZA FRA IL VALORE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA E I SINGOLI VALORI DI CIASCUNA RATA ATTUALIZZATA.

Si rinvia agli articoli BONFERRONI 1937 IL PIANO DI AMMORTAMENTO LINEARE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN t_0, BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ E IL PIANO DI AMMORTAMENTO SONO LE 2 FASI MATEMATICHE DELLA STESSA MEDAGLIA, BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DETERMINA GLI INTERESSI EFFETTIVI, LEVI 1964 PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO e LEVI 1953 CAPITALIZZAZIONE E SUO SIGNIFICATO.

ANALISI CONTABILE COMPLETA E ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE DI UN MUTUO

Cosa sappiamo fare: esempio di contenuto sia dell’ANALISI CONTABILE COMPLETA sia dell’ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE relativa ad un Mutuo che attesta matematicamente, empiricamente e giuridicamente la possibilità di effettuare la contestazione della nullità parziale delle clausole convenzionali in relazione a: ● Indeterminatezze contrattuali in generale; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi;● Tentata Truffa contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi; ● Truffa Consumata contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi; ● Usura contrattuale degli interessi corrispettivi per applicazione del Regime Composto degli interessi; ●  Usura contrattuale degli interessi moratori per applicazione del Regime Composto degli interessi; ● Erroneità della percentuale del TAEG/ISC contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi.

Ci siamo già occupati di questo specifico mutuo nell’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO).

Si tratta di un mutuo a TASSO VARIABILE erogato il 16 dicembre 2003 di euro 4.500.000,00. Nell’atto notarile si legge sia che la durata del finanziamento rateale è di 174 rate mensili posticipate sia che la rata alla data del contratto è di euro 35.120,43. Inoltre, si legge nella convenzione che il TASSO ANNUO NOMINALE impiegato per la determinazione della rata mensile posticipata alla data del rogito è del 4,44%. Nel regolamento contrattuale non viene né evidenziato numericamente né delucidato espressamente come è calcolato il TASSO MENSILE nel REGIME COMPOSTO discendente dal TASSO ANNUO NOMINALE del 4,44% utilizzato per precisare la rata di euro 35.120,43. Ancora, nella convenzione pattizia non è indicato né il TASSO EFFETTIVO ANNUALE né l’INDICATORE SINTETICO DI COSTO.

VICENDE CONTRATTUALI

Con il pagamento della 109 rata di ammortamento del 15/07/2013 sono state concesse 12 rate di sospensione del pagamento della quota capitale.
Dopo il pagamento del 15/10/2014 della 112 rata del piano di ammortamento originario e, quindi, con 62 rate residue, è stata concessa una rinegoziazione con aggiunta di altre 60 rate (il nuovo piano di ammortamento era di 122 rate).
Dopo il pagamento della 33 rata del nuovo piano di ammortamento del 15/07/2017, è stata effettuata un’estinzione totale il 28/07/2017.

EVIDENZIAZIONE DELL’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE DELLA CLAUSOLA DEL TASSO CORRISPETTIVO

Indeterminatezza contrattuale in Generale: SUSSISTENTE

Sanzione corretta 117 TUB in Composto: Differenza Quote Interessi 1.131.222,32 + Differenza Debito Residuo 189.453,10 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.789,06 = Totale 1.324.464,48 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Composto: Differenza Quote Interessi 884.088,51 + Differenza Debito Residuo 147.447,57 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.948,95 = TOT 1.034.485,03 euro da restituire;

Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE

Sanzione corretta 117 TUB in Composto: Differenza Quote Interessi 1.131.222,32 + Differenza Debito Residuo 189.453,10 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.789,06 = TOT 1.324.464,48 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Composto: Differenza Quote Interessi 884.088,51 + Differenza Debito Residuo 147.447,57 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.948,95 = TOT 1.034.485,03 euro da restituire;

Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi: SUSSISTENTE

Sanzione corretta 117 TUB in Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 1.154.446,96 + Differenza Debito Residuo 189.281,86 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.785,64 = TOT 1.347.514,46 euro da restituire;

Sanzione corretta 117 TUB in Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 1.211.577,69 + Differenza Debito Residuo 206.863,02 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 4.137,26 = TOT 1.422.577,97 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 931.555,17 + Differenza Debito Residuo 148.159,08 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.963,18 = TOT 1.082.677,43 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 1.033.541,13 + Differenza Debito Residuo 179.964,61 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.599,30 = TOT 1.217.105,04 euro da restituire.

EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLA FASE FISIOLOGICA DEL CONTRATTO

Usura contrattuale degli interessi corrispettivi per applicazione del Regime Composto degli interessi:

1) SUSSISTENTE NELLA FORMA CONCRETA considerando la truffa della rata in Semplice in t_m

2) SUSSISTENTE NELLA FORMA CONCRETA considerando la truffa della rata in Semplice in t_0.

Sanzione dell’usura contrattuale ex art. 1815 c.c.:

Pagamenti 4.737.755,99 + Debito Residuo 1.448.083,35 = TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 euro;

TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 – Somma Erogata 4.500.000,00 = TOT Quote Interessi 1.685.839,34 euro;

TOT Quote Interessi 1.685.839,34 + Commissione Estinzione Anticipata 29.949,34 = TOT 1.715.788,68 euro da restituire.

EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLA FASE PATOLOGICA DEL CONTRATTO

Usura contrattuale degli interessi moratori: SUSSISTENTE NELLA FORMA PRESUNTA perché il tasso di mora al momento del contratto (6,94%) è superiore a TSU (6,225%) ma vi è la presenza di una Clausola di Salvaguardia relativa ai soli interessi di mora.

Usura contrattuale degli interessi moratori per applicazione del Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE NELLA FORMA PRESUNTA con rata in Semplice sia in t_0 che in t_m ma vi è la presenza di una Clausola di Salvaguardia relativa ai soli interessi di mora.

Sanzione dell’usura contrattuale ex art. 1815 c.c.:

Pagamenti 4.737.755,99 + Debito Residuo 1.448.083,35 = TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 euro;

TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 – Somma Erogata 4.500.000,00 = TOT Quote Interessi 1.685.839,34 euro;

TOT Quote Interessi 1.685.839,34 + Commissione Estinzione Anticipata 29.949,34 = TOT 1.715.788,68 euro da restituire.

EVIDENZIAZIONE DELLA TRUFFA CONSUMATA PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 821, COMMA 3 E 1374 C.C..

Truffa Consumata contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE

Con TASSI EQUI (Euribor 1M360+T.Legale) con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 554.381,76 + Differenza Debito Residuo 67.279,83 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 1.345,60 = TOT 623.007,19 euro da restituire;

Con TASSI EQUI (Euribor 1M360+T.Legale) con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 756.352,89 + Differenza Debito Residuo 133.583,46 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.671,67 = TOT 892.608,02 euro da restituire;

Con TASSI EQUI (Euribor 1M365+T.Legale) con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 550.440,80 + Differenza Debito Residuo 66.681,78 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 1.333,64 = TOT 618.456,22 euro da restituire;

Con TASSI EQUI (Euribor 1M365+T.Legale) con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 753.944,96 + Differenza Debito Residuo 133.405,81 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.668,12 = TOT 890.018,89 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M360 con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 260.932,92 + Differenza Debito Residuo 13.954,89 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 279,10 = TOT 275.166,91 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M360 con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 604.215,80 + Differenza Debito Residuo 119.010,91+ Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.380,22 = TOT 725.606,93 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M365 con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 252.633,83 + Differenza Debito Residuo 12.545,91 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 250,92 = TOT 265.430,66 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M365 con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 600.004,56 + Differenza Debito Residuo 118.706,49 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.374,13 = TOT 721.085,18 euro da restituire;

Con TASSI BANCA con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 196.062,80 + Differenza Debito Residuo -1.037,60 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata -20,75 = TOT 195.004,45 euro da restituire;

Con TASSI BANCA con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 558.629,62 + Differenza Debito Residuo 111.991,27 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.239,83 = TOT 672.860,12 euro da restituire.

ASSENZA DELLA CLAUSOLA CONTRATTUALE DELL’ISC

Erroneità della percentuale dell’ISC contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE in quanto manca l’indicatore in contratto. Essendo il cliente NON un CONSUMATORE e, quindi, è inapplicabile l’art. 124 TUB, sussiste una problematica su come quantificare la violazione della normativa di Trasparenza della Banca d’Italia. L’interprete può avere, comunque, un riferimento numerico usando l’art. 124 TUB.

Sanzione inapplicabile 124 TUB in Composto: Differenza Quote Interessi 983.415,35 + Differenza Debito Residuo 144.930,88 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.898,62 = TOT 1.131.244,85 euro;

Sanzione inapplicabile 124 TUB in Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 1.016.142,35 + Differenza Debito Residuo 145.289,49 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.905,79 = TOT 1.164.337,63 euro;

Sanzione inapplicabile 124 TUB in Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 1.083.569,30 + Differenza Debito Residuo 171.185,24 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.423,71 = TOT 1.258.178,25 euro.

ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (LEASING)

Cosa sappiamo fare: esempio di contenuto sia dell’ANALISI CONTABILE COMPLETA sia dell’ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE relativa ad un Leasing che attesta matematicamente, empiricamente e giuridicamente la possibilità di effettuare la contestazione della nullità parziale delle clausole convenzionali in relazione a: ● Indeterminatezze contrattuali in generale; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi.

Nel rinviare all’articolo TRIBUNALE DI NAPOLI, SENTENZA DEL 16-06-2020 N. 4102 dove il Dott. ETTORE PASTORE ALINANTE ha ridefinito sia il canone periodico sia il canone di riscatto nel REGIME SEMPLICE degli interessi con impostazione finale in t_m al posto del REGIME COMPOSTO del sistema FRANCESE, forniamo i dati reali di un contratto di LEASING IMMOBILIARE a tasso variabile concluso il 28/04/2009 che ha un un prezzo di acquisto di euro 851.700,00 comprensivo delle imposte ipotecarie e catastali oltre IVA.

Nel regolamento contrattuale si legge sia che la durata del finanziamento rateale è di 215 canoni ricorrenti mensili posticipati sia che l’importo del canone ricorrente alla data del 28/04/2009 è di euro 4.908,67 oltre ad IVA. Inoltre, nella convenzione pattizia è previsto che il canone iniziale da versare contestualmente alla data del 28/04/2009 è di euro 58.450,00 oltre ad IVA e che il canone finale da corrispondere nel caso di esercizio del diritto di opzione è di euro 83.500,00 oltre imposte.

Nel contratto sono presenti le seguenti norme convenzionali: “Il corrispettivo della locazione finanziaria è espresso in canoni, il cui ammontare è funzione – fra gli altri – della struttura dell’operazione intese in termini di costo di acquisto originario del bene, quota eventualmente versata alla stipula, durata della locazione, prezzo dell’opzione finale, periodicità dei pagamenti, del grado di rischio, di onerosità e complessità dell’operazione. Il parametro di riferimento individuato dalla Banca d’Italia per misurare l’onerosità di questo flusso di pagamenti è il “tasso leasing dell’operazione” definito come “il tasso interno di attualizzazione per il quale si verifica l’uguaglianza fra costo di acquisto del bene locato (al netto delle imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell’opzione finale di acquisto (al netto delle imposte) contrattualmente previsti. Per i canoni comprensivi dei corrispettivi per servizi accessori di natura non finanziaria o assicurativa andrà considerata solo la parte di canone riferita alla restituzione del capitale investito per l’acquisto del bene e dei relativi interessi”. Il tasso di attualizzazione è calcolato come tasso periodale espresso in termini di Tasso Nominale Annuo, sviluppato con la stessa periodicità dei canoni sulla base di un anno STANDARD di 365 gg composto di periodi (mesi, bimestri, trimestri o semestri) tutti eguali fra di loro, avendo convenzionalmente assunto come origine dei tempi per l’attualizzazione dei flussi la data di inizio di decorrenza stabilita dal contratto. Poiché al momento della stipula di norma né il cliente, né la concedente sono in grado di prevedere a quale data verrà effettuata la consegna del bene e pertanto a quali date matureranno effettivamente gli impegni di pagamento dei canoni periodici, in analogia a quanto stabilito per la rilevazione del TEG ai fini dell’usura, il calcolo del “tasso leasing” è stato effettuato ipotizzando la coincidenza fra la data di stipula e data di messa in decorrenza. In sostanza, la data di stipula è quella da scegliere quale data-origine dell’asse dei tempi lungo il quale effettuare i conteggi di attualizzazione del tasso interno al contratto così come definito dalle istruzioni della Banca d’Italia. Parimenti, nel caso di contratti indicizzati, l’importo dei canoni da attualizzare è stato assunto pari a quello previsto in sede di stipula indipendentemente dalle eventuali variazioni o conguagli che, a consultivo, questi ultimi subiranno durante la vita contrattuale in relazione all’andamento del parametro di indicizzazione contrattualmente concordato. Il “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto è pari al 4,00% (giusta la delibera Cicr 04-03-2003 e le istruzioni della Banca d’Italia 25-07-2003″.

Nel rinviare all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 4 (E CONSEGUENTI INEQUIVOCABILTÀ GIURIDICHE) e all’articolo IL DIRITTO DEL CLIENTE DI OTTENERE GRATUITAMENTE NELL’ESECUZIONE DEL CONTRATTO (MA ANCHE DOPO) IL PIANO DI AMMORTAMENTO COMPLETO DI TUTTI I DATI, si evidenzia che SOLO nella fase di esecuzione del contratto il cliente ha avuto contezza dell’applicazione dell’illecito PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO della rata costante posticipata del sistema “FRANCESE” perché la convenzione pattizia NON ha allegato il PIANO DI AMMORTAMENTO: infatti, nel regolamento contrattuale non si specifica in alcun modo che i canoni leasing sono calcolati dalla concedente nel REGIME COMPOSTO e, cioè, con una modalità vietata dall’art. 821, comma 3 c.c.

Il contratto di LEASING IMMOBILIARE a tasso variabile concluso il 28/04/2009 è disciplinato, in particolare, sia dal TITOLO X rubricato “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari” della CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003, in vigore dal 01/10/2003 al 02/03/2011, sia dalle ISTRUZIONI USURA della BANCA D’ITALIA 2006 (G.U. n. 74 del 29-03-2006) in vigore dal 01/04/2006 al 31/12/2009.

In merito alla “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari”, si evidenzia che la norma contrattuale “Il tasso di attualizzazione è calcolato come tasso periodale espresso in termini di Tasso Nominale Annuo, sviluppato con la stessa periodicità dei canoni sulla base di un anno STANDARD di 365 gg composto di periodi (mesi, bimestri, trimestri o semestri) tutti eguali fra di loro, avendo convenzionalmente assunto come origine dei tempi per l’attualizzazione dei flussi la data di inizio di decorrenza stabilita dal contratto” viola sia la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che prevede che nelle condizioni economiche dell’operazione siano indicati la “periodicità e modalità di calcolo degli interessi”, modalità che necessariamente deve essere quella dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché è espressamente stabilito che “Nelle operazioni attive e passive il calcolo degli interessi è eseguito con riferimento alla durata dell’anno civile, sia l’art. 821, comma 3, codice civile che impone letteralmente ex art. 12 delle preleggi, oltre la maturazione degli INTERESSI CORRISPETTIVI con il REGIME SEMPLICE, la modalità di conteggio dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché considera esattamente tutti i giorni dell’anno, interpretazione confermata dai principi di diritto espressi dalla giurisprudenza consolidata.

Questa violazione è provata matematicamente ed empiricamente perché il canone ricorrente alla data del 28/04/2009 di euro 4.908,67 è stato determinato dai bancari latu sensu nell’illecito REGIME COMPOSTO con l’illegale ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE.

Non solo, nel regolamento contrattuale non viene né evidenziato numericamente né delucidato espressamente come è calcolato il TASSO MENSILE nel REGIME COMPOSTO discendente dal “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% come stabilito anche dalla giurisprudenza: queste carenze informative violano sia la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 in vigore dal 01/10/2003 al 02/03/2011 che prevede l’indicazione del TASSO ANNUO EFFETTIVO, cioè di quel tasso che tiene “conto degli effetti della capitalizzazione”, sia la regola prevista dal PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016 che stabilisce che “Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1”, cioè l’equazione corretta del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA, sia le ISTRUZIONI USURA della BANCA D’ITALIA 2006 (G.U. n. 74 del 29-03-2006) in vigore dal 01/04/2006 al 31/12/2009 che impongono, per determinare l’aliquota del TEG FINANZIAMENTO, l’utilizzo dell’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” e con i tassi giornalieri equivalenti rispettosi della “formula di equivalenza intertemporale” del REGIME ANATOCISTICO.

Ulteriormente, si evidenzia che nel contratto NON è stato fissato pattiziamente in maniera espressa il vincolo di “un’epoca di riferimento” perché i bancari latu sensu, applicando il REGIME ANATOCISTICO, NON hanno ritenuto necessaria questa norma contrattuale (si ricorda che nel REGIME COMPOSTO, dato che quest’ultimo è una legge di interesse SCINDIBILE, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 e quello che si specifica con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m è identico). Si rinvia per ulteriori delucidazioni empiriche all’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO).

Si mostra ora come si deve operare empiricamente da un punto di vista matematico per accertare l’INDETERMINATEZZA del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% allegando le stampate ufficiali del SOFTWARE DI CALCOLO COMPLETO di proprietà della Robyn Hode Italia.

Dato che nell’atto contrattuale la società di leasing indica un canone ricorrente di euro 4.908,67, un canone iniziale di euro 58.450,00, un canone finale di euro 83.500,00  e un TASSO LEASING ANNUALE del 4,00% senza delucidare il TASSO LEASING MENSILE, mostriamo come questa aliquota “nominale” sia stata calcolata dai Bancari latu sensu con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE (identicamente, in virtù del PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, si determina la medesima percentuale del 4,00% impiegando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE).

Si evidenzia che il canone ricorrente di euro 4.908,67 ha un valore NON arrotondato di euro 4.908,66529165475 e, pertanto, i Bancari latu sensu avrebbero dovuto, per la precisione, indicare pattiziamente un “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00001079585808%.

Se i Bancari latu sensu avessero almeno rispettato la regola prevista dal PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016 che stabilisce che “Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1”, cioè l’equazione corretta del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA, con il canone iniziale di euro 58.450,00, il canone finale di euro 83.500,00  e il TASSO LEASING ANNUALE del 4,00% gli stessi avrebbero dovuto indicare in contratto un canone ricorrente di euro 4.877,52 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso periodale equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE.

Se i Bancari latu sensu avessero rispettato sia la regola prevista dal PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016 che stabilisce che “Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1”, cioè l’equazione corretta del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA, sia la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che prevede che nelle condizioni economiche dell’operazione siano indicati la “periodicità e modalità di calcolo degli interessi”, modalità che necessariamente deve essere quella dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché è espressamente stabilito che “Nelle operazioni attive e passive il calcolo degli interessi è eseguito con riferimento alla durata dell’anno civile, con il canone iniziale di euro 58.450,00, il canone finale di euro 83.500,00  e il TASSO LEASING ANNUALE del 4,00% gli stessi avrebbero dovuto indicare in contratto un canone ricorrente di euro 4.877,80 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009.

Viste le lacune contrattuali, vista la normativa della Banca d’Italia che obbliga l’uso del TASSO PERIODALE EQUIVALENTE nel REGIME COMPOSTO degli interessi o dell’indicazione del TASSO LEASING EFFETTIVO, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00%. Infatti, utilizzando correttamente le regole matematiche del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, per determinare il canone ricorrente di euro 4.908,67 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso periodale equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,0741654903493%.

È evidente che solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,0741654903493% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso giornaliero equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

Analogamente, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% perché i Bancari latu sensu non hanno rispettato anche la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che prevede che nelle condizioni economiche dell’operazione siano indicati la “periodicità e modalità di calcolo degli interessi”, modalità che necessariamente deve essere quella dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché è espressamente stabilito che “Nelle operazioni attive e passive il calcolo degli interessi è eseguito con riferimento alla durata dell’anno civile. Infatti, utilizzando correttamente le regole matematiche del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, per determinare il canone ricorrente di euro 4.908,67 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,073496138197%.

È evidente che, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,073496138197% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

In considerazione che la legge obbliga l’uso del REGIME SEMPLICE ex art. 821, comma 3, c.c., avendo i Bancari latu sensu precisato contrattualmente, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, un canone ricorrente di euro 4.908,67, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00%.

In altre parole, nel ricordare che il REGIME SEMPLICE NON è una legge di interesse SCINDIBILE e, quindi, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0, cioè al momento della conclusione del contratto, ha un importo più alto di quello specificato con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m, cioè al momento del termine del contratto, entrambe le due modalità matematiche possono essere utilizzate in sostituzione perché sono rispettose sia dell’art. 821, comma 3, c.c. sia della volontà contrattuale che NON ha previsto la presenza del vincolo di “un’epoca di riferimento”.

Conseguentemente, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, per calcolare il canone ricorrente di euro 4.908,67 con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto”, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 5,0706172175057% con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009.

È evidente che, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 5,0706172175057% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

L’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, sussiste anche con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” perché, per ottenere il canone ricorrente di euro 4.908,67 con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 7,2277731107242%.

È evidente che, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 7,2277731107242% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

Occorre stabilire quale sia la soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia della legge sia della volontà convenzionale tenendo in considerazione sia che l’art. 821, comma 3, codice civile impone letteralmente ex art. 12 delle preleggi, oltre la maturazione degli INTERESSI CORRISPETTIVI con il REGIME SEMPLICE, la modalità di conteggio dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché considera esattamente tutti i giorni dell’anno, interpretazione confermata dai principi di diritto espressi dalla giurisprudenza consolidata, sia che sussiste la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale, sia che il patto fra le parti prevede espressamente il canone ricorrente di euro 4.908,67 e il canone finale di euro 83.500,00 che sono volutamente parametrati fra loro dai contraenti in quanto gli unici comprensivi di una QUOTA INTERESSE.

In altre parole, la soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia della legge sia della volontà convenzionale NON può essere quella che utilizza sia il canone iniziale di euro 58.450,00 privo di QUOTA INTERESSI sia il canone finale di euro 83.500,00 comprensivo di QUOTA INTERESSE ricalcolando con il “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% il solo canone ricorrente. Infatti, questa metodologia NON rispetta l’art. 821, comma 3, codice civile perché i Bancari latu sensu hanno precisato nel REGIME COMPOSTO la QUOTA INTERESSE del canone finale di euro 83.500,00 invece che nel REGIME SEMPLICE previsto da questa norma imperativa mai derogata. Non solo, se si usa questo metodo matematico, il cliente paga complessivamente maggiori interessi COMPLESSIVI rispetto alla soluzione corretta che modifica anche il canone finale.

Precisamente, se si modifica il solo canone ricorrente applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone periodico di euro 4.599,78 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 279.203,73.

Invece, se si modifica il solo canone ricorrente applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone periodico di euro 4.380,80 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 232.120,95.

La soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia dell’art. 821, comma 3, codice civile sia della volontà convenzionale conseguente al PARAMETRO discendente dalla precisazione in contratto del canone ricorrente di euro 4.908,67 e del canone finale di euro 83.500,00, è quella che utilizza il canone iniziale di euro 58.450,00 privo di QUOTA INTERESSI con il “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% ricalcolando entrambi i canoni comprensivi della QUOTA INTERESSE.

In questo caso, applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone ricorrente di euro 4.617,57, un canone finale di euro 78.548,21 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 278.075,13 con un risparmio di euro 1.128,60 (279.203,73278.075,13).

Invece, applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone ricorrente di euro 4.409,82, un canone finale di euro 75.014,23 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 229.874,99 con un risparmio di euro 2.245,96 (232.120,95229.874,99).

Se è sancita dall’interprete la SOLA INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% perché i Bancari latu sensu non hanno rispettato la normativa di riferimento, la sanzione corretta da utilizzare è quella del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente da applicarsi con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” e con la data di inizio ammortamento del 01/12/2009 come da documento contrattuale tenendo in considerazione per la ricerca del valore del TASSO BOT MINIMO che la data del contratto è il 28/04/2009.

Se è invece sancita dall’interprete anche l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% perché i Bancari latu sensu non hanno rispettato l’art. 821, comma 3, codice civile, la sanzione corretta da utilizzare è sempre quella del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente. Questa sanzione però, vista la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale, deve essere applicata o con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE  o con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE. Ovviamente, devono essere impiegati i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” e con la data di inizio ammortamento del 01/12/2009 come da documento contrattuale tenendo in considerazione per la ricerca del valore del TASSO BOT MINIMO che la data del contratto è il 28/04/2009.

Si allegano le stampate ufficiali del SOFTWARE DI CALCOLO COMPLETO di proprietà della Robyn Hode Italia che utilizza un DATABASE completo di tutti i TASSI DEI BOT.

In considerazione che l’ultima asta dei BOT disponibile è quella con regolamento del 14/07/2020 che presenta un rendimento medio ponderato dello -0,124%, si evidenzia che in tutti questi casi è da utilizzare il tasso annuale dello 0,00% (si rinvia all’articolo LA TRUFFA NEI PRESTITI RATEALI A TASSO VARIABILE QUANDO IL PARAMETRO ASSUME VALORE NEGATIVO). Inoltre, dato che deve essere usato il TASSO MINIMO dei BOT dei 12 mesi precedenti di DUE MINIMI, o quello della data del contratto o quello della data di pagamento, è certo l’impiego del tasso annuale dello 0,00% fino al pagamento del 01/07/2021 compreso. Per i pagamenti successivi a partire dal 01/08/2021, è stato adoperato l’ultimo valore certo disponibile, cioè quello dello 0,00%.

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente è stata determinata, sia nel REGIME COMPOSTO che nel REGIME SEMPLICE, utilizzando la soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia dell’art. 821, comma 3, codice civile sia della volontà convenzionale conseguente al PARAMETRO discendente dalla precisazione in contratto del canone ricorrente di euro 4.908,67 e del canone finale di euro 83.500,00, cioè impiegando la metodologia che utilizza il canone iniziale di euro 58.450,00 privo di QUOTA INTERESSI ricalcolando entrambi i canoni comprensivi della QUOTA INTERESSE con i vari TASSI BOT MINIMI.

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” presenta un TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI da rimborsare pari ad euro 35.816,54 con un risparmio per il cliente di euro 309.796,50 rispetto al TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI previsti in contratto (345.613,0435.816,54).

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” presenta un TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI da rimborsare pari ad euro 32.312,90 con un risparmio per il cliente di euro 313.300,14 rispetto al TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI previsti in contratto (345.613,0432.312,90).

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” presenta un TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI da rimborsare pari ad euro 30.505,70 con un risparmio per il cliente di euro 315.107,34 rispetto al TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI previsti in contratto (345.613,0430.505,70).

In conclusione, si evidenzia che la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale prova inequivocabilmente l’intenzione dolosa di applicare l’illecito REGIME COMPOSTO “al di là di ogni ragionevole dubbio” ex art. 533 c.p.p..

Si rinvia all’articolo LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ART. 821, COMMA 3, C.C. DETERMINA IL TAROCCAMENTO AL RIALZO DEI TEGM E DEI TSU DEI FINANZIAMENTI RATEALI per un ulteriore dimostrazione empirica di disattenzione delle regole matematiche con il CONCORSO MORALE nei reati di TRUFFA e USURA dei bancari latu sensu della Banca d’Italia.

Si rinvia, inoltre, all’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 4 (E CONSEGUENTI INEQUIVOCABILTÀ GIURIDICHE), all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO e all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464.

CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464

Sul sito LA SCALA SOCIETÀ TRA AVVOCATI si dichiara trionfalmente il de profundis dell’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE del sistema FRANCESE con un articolo rubricato “C’era una volta il…TAE”. Si legge in questa nota cheL’insussistenza di alcun obbligo normativo volto ad indicare, nell’ambito dei contratti di mutuo, il Tasso Annuo Effettivo (TAE) è stata recentemente confermata da una pronuncia resa dalla Corte di Appello di Torino, che ha pienamente aderito alla ricostruzione proposta della difesa della Banca sul punto ed incentrata sul tenore interpretativo di cui all’art. 6 della Delibera Cicr, invocato da controparte. Difatti, tra le diverse questioni affrontate, degno di nota appare proprio il capo della sentenza in forza del quale l’appellante, a fronte dell’asserita violazione dell’art. 117 TUB nonché dell’art. 6 della delibera Cicr del 09.02.2000, contestava la mancata indicazione in contratto del TAE, con conseguente declaratoria di nullità parziale del contratto di mutuo oggetto di contestazione. A fronte di una simile doglianza, l’Istituto di Credito evidenziava come l’art. 6 della predetta disposizione prescrive la necessità di indicare in contratto il valore del tasso su base annua tenuto conto degli effetti della capitalizzazione, ma soltanto laddove venga rintracciata una capitalizzazione infrannuale degli interessi, fattispecie non attinente ai contratti di mutuo. In aderenza a quanto sopra, la Corte ha inteso chiarire come tale tipologia contrattuale sia caratterizzata da un meccanismo restitutorio degli interessi che esclude qualsiasi fenomeno di capitalizzazione infrannuale degli stessi“. 

La Corte d’Appello di Torino, nelle persone della Dottoressa Renata Silva (Presidente), della Dottoressa Tiziana Maccarrone (Consigliere) e del Dottore
Gian Andrea Morbelli (Consigliere relatore), hanno stabilito che “Con il quarto motivo (che per priorità logica va trattato prima del terzo) l’appellante lamenta la violazione dell’art. 117 TUB e dell’art. 6 della delibera CICR 9 febbraio 2000, per non avere la banca indicato nel contratto di mutuo il TAE – Tasso Annuo Effettivo. La conseguenza, sempre secondo l’appellante, sarebbe la declaratoria di nullità parziale del contratto e, in applicazione dell’art. 117 TUB, settimo comma, lett. b, la debenza degli interessi al tasso legale. … (…) …
Nel merito anche questo motivo è infondato.
L’appellante sostiene, come detto, che la mancata indicazione nel contratto di mutuo del TAE contravvenga al disposto dell’art. 6 della CICR 9 febbraio 2000, secondo il quale i contratti relativi alle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito stipulati dopo l’entrata in vigore della presente delibera indicano la periodicità della capitalizzazione degli interessi e il tasso di interessi applicato. Nei casi in cui è prevista una capitalizzazione infrannuale viene inoltre indicato il valore del tasso, rapportato su base annua, tenendo conto degli effetti della capitalizzazione. Le clausole relative alla capitalizzazione degli interessi non hanno effetto se non sono specificamente approvate per iscritto (enfasi dello scrivente); la violazione della delibera consisterebbe nella mancata indicazione del tasso annuale che tenga conto degli effetti della capitalizzazione.

È agevole replicare – secondo quanto correttamente osservato dalla difesa della banca – che nei MUTUI CON AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE, COME QUELLO IN OGGETTO, NON ESISTE ALCUNA CAPITALIZZAZIONE INFRANNUALE DEGLI INTERESSI MA SOLO IL FRAZIONAMENTO DELL’OBBLIGO RESTITUTORIO. Ogni rata è composta da una quota di capitale ed una quota di interessi e, siccome la rata è di importo costante, nel corso del tempo la quota di capitale contenuta in ciascuna rata progressivamente aumenta e la quota di interessi proporzionalmente diminuisce. Il meccanismo restitutorio assicura CHE GLI INTERESSI CONTENUTI IN CIASCUNA RATA SIANO CALCOLATI SUL CAPITALE RESIDUO, CHE VIA VIA DECRESCE, SENZA ALCUNA CAPITALIZZAZIONE DEGLI INTERESSI. Soltanto in caso di mancato pagamento sono dovuti, sulle rate insolute, gli interessi di mora, ma ciò attiene alla fase patologica del rapporto e quindi esorbita dal disposto dell’art. 6 della CICR, sopra richiamato, il quale è invece applicabile ai rapporti, come quello di conto corrente o di apertura di credito, in cui gli interessi passivi periodicamente sono portati a capitale. La circostanza che i ratei insoluti possano produrre interessi, inoltre, è espressamente consentito dall’art. 3, primo comma della CICR”.

Il TEAM ROBYN HODE si rammarica che la Corte d’Appello di Torino, nelle persone della Dottoressa Renata Silva (Presidente), della Dottoressa Tiziana Maccarrone (Consigliere) e del Dottore
Gian Andrea Morbelli (Consigliere relatore), non hanno ricercato in maniera approfondita la verità matematica, empirica e giuridica.

Come scrive il nostro padre costituente Calamandrei in “Elogio di un giudice scritto da un avvocato”, la verità storica è spesso diversa dalla verità processuale e, la gente comune, si auspica che l’obiettivo fondamentale del giudice consista nel far emergere la verità storica affinché tra questa e il giudizio finale vi sia una perfetta coincidenza.

Purtroppo, i magistrati della Corte d’Appello di Torino sono stati ostacolati nella ricerca della verità storica dalla cortina fumogena artatamente determinata dalla mistificazione della realtà matematica ed empirica/giuridica da parte dei bancari latu sensu di UNICREDIT SPA e della difesa della banca.

Per questo motivo, l’Avv. Giovanni Lauro ci ha trasmesso l’atto di mutuo oggetto della decisione della Corte d’Appello di Torino affinchè il TEAM ROBYN HODE dia il suo contributo per delucidare gli espedienti usati per celare la verità.

Gli elementi essenziali per decodificare tecnicamente e giuridicamente questo regolamento contrattuale SERIALE sono i seguenti:

  1. La data dell’atto e dell’erogazione della somma di euro 203.000,00 è il 17 settembre 2010.
  2. Le date di pagamento delle 300 rate mensili posticipate sono stabilite il giorno 17 di ogni mese a far data dal 17 ottobre 2010 al 17 settembre 2035 come da piano di ammortamento allegato.
  3. Nel contratto NON è specificata la modalità di ponderazione dei periodi rateali. In altre parole, nel patto NON è espressamente prevista la modalità di conteggio degli interessi (ANNO COMMERCIALE, ANNO CIVILE “CORRETTO”, ANNO CIVILE “NON CORRETTO” o ANNO “MISTO”).
  4. Nel contratto NON è indicato il TASSO MENSILE e NON è precisata la MODALITÀ DI CALCOLO del TASSO MENSILE utilizzando, ad esempio, il TASSO ANNUO della data del 17 settembre 2010 del 2,40% (spread del 1,50% + Euribor a tre mesi 365 arrotondato allo 0,05 successivo dello 0,90%).
  5. Nel contratto NON è specificato il vincolo di un’epoca di riferimento. In altre parole, se l’atto di finanziamento prevede effettivamente il lecito REGIME SEMPLICE, nel regolamento contrattuale deve essere necessariamente stabilito anche che il valore della rata costante posticipata si deve determinare con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0, cioè al momento della conclusione del contratto, o con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m, cioè al momento del termine del contratto: infatti, solo con la presenza del vincolo di un’epoca di riferimento le parti sanno esattamente quale deve essere l’importo della rata corretto che rispetta la volontà pattizia.
  6. Nel Documento di Sintesi è espressamente scritto che il Tipo di ammortamento è “FRANCESE”, che la Tipologia di rata è COSTANTE, che la Periodicità delle rate è MENSILE e che l’Importo della rata al 17 settembre 2010 calcolata con il TASSO ANNUO del 2,40% è pari ad euro 738,71. Nonostante la previsione convenzionale di una rata COSTANTE posticipata, il piano di ammortamento allegato presenta 300 rate mensili DIVERSE senza delucidare espressamente come è stato utilizzato matematicamente il TASSO ANNUO del 2,40% del 17 settembre 2010.
  7. Nell’articolo 3 del contratto è prevista espressamente la metodologia di calcolo del c.d. PIANO DI AMMORTAMENTO “TASSO D’INGRESSO” perché è stabilito che la quota capitale è predeterminata per tutta la durata del mutuo. In altre parole, i Bancari latu sensu, nello stabilire che le QUOTE CAPITALI e i conseguenziali DEBITI RESIDUI del piano di ammortamento allegato in atto non si modificano al variare del TASSO ANNUO, hanno conseguenzialmente escluso la lecita ex art. 1374 c.c. metodologia di calcolo del c.d. PIANO DI AMMORTAMENTO “NUOVO AD OGNI RATA”.
  8. Negli articoli 3 e 3bis del contratto è stabilito che dal pagamento del 17 febbraio 2011 il valore della rata sarà bloccato al RIALZO ad euro 1.249,60.
  9. Nonostante l’inequivocabilità contrattuale delle date di pagamento e, quindi, delle date di inizio ammortamento, tutte coincidenti con il giorno 17 di ogni mese, nel regolamento pattizio è previsto ARTIFICIOSAMENTE 1 giorno di PREAMMORTAMENTO con la norma che stabilisce che “dal giorno successivo al 17 settembre 2010 decorrerà il piano di ammortamento. Sino a tale data la parte mutuataria farà luogo al pagamento degli interessi di preammortamento calcolati al tasso del 2,40%”.
  10. Il TASSO DI MORA vigente alla data del 17 settembre 2010 è pari al 5,40% perché è indicato nel patto che lo stesso debba calcolarsi con una sommatoria fra il tasso contrattuale vigente (al 17 settembre 2010 il 2,40%) e lo spread del 3,00%. La convenzione prevede una CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA del solo TASSO DI MORA vigente che non può mai essere superiore al TSU USURA in vigore.
  11. Le spese previste dal contratto significative per il calcolo del TEG FINANZIAMENTO e per il calcolo del TAEG sono: a) spese di istruttoria al 17 settembre 2010 euro 1.300,00 b) premio assicurativo incendio e scoppio al 17 settembre 2010 euro 1.395,00 c) spese per ogni incasso delle rate euro 3,00 d) spese amministrative di gestione annuali euro 60,00.
  12. Il TAEG stabilito in convenzione è pari al 2,58203%.
  13. Il mutuo rientra nella categoria MUTUI IPOTECARI A TASSO VARIABILE (dal 1° luglio 2004) che alla data del 17 settembre 2010 prevede un TEGM del 2,56% e un TSU del 3,84%.

In primis, si evidenzia che, SENZA averlo previsto espressamente nel regolamento contrattuale, le QUOTE CAPITALI e i conseguenziali DEBITI RESIDUI del piano di ammortamento allegato in atto sono state calcolate dai Bancari latu sensu utilizzando il TASSO ANNUO del 5,50% impiegando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale e, cioè, con la rata 08bis della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

Se i Bancari latu sensu avessero utilizzando il TASSO ANNUO del 2,40% espressamente previsto nel regolamento contrattuale impiegando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale e, cioè, con la rata 08bis della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, avrebbero determinato una sequenza di QUOTE CAPITALI e di conseguenziali DEBITI RESIDUI che avrebbe comportato una maggiore restituzione di componente capitale e, quindi, dei valori minori dei DEBITI RESIDUI su cui calcolare i TASSI ANNUI vigenti. In soldoni, il cliente avrebbe pagato, a parità di condizioni, MINORI INTERESSI CORRISPETTIVI.

Si mostra ora matematicamente come l’artificio contabile TRUFFALDINO non previsto espressamente in contratto dell’utilizzo del tasso del 5,50% per determinare la componente capitale del piano di ammortamento allegato determina un importo di TENTATA TRUFFA di euro 7.471,94 alla data del 17 settembre 2010.

Ulteriormente, si evidenzia l’artificio contabile TRUFFALDINO dei Bancari latu sensu di UNICREDIT SPA di aver fatto pagare illecitamente al cliente con la prima rata scadente il 17 ottobre 2010 l’importo di euro 13,53 di INTERESSI CORRISPETTIVI DI PREAMMORTAMENTO (si tratta di un importo che prova “al di là di ogni ragionevole dubbioex art. 533 c.p.p. sia il reato di TENTATA TRUFFA sia il reato di TRUFFA CONSUMATA).

Infatti, è provato che l’accredito della somma netta erogata è avvenuto in data 17 settembre 2010 e che il mutuo prevede a partire dal 1° rimborso del 17 ottobre 2010 la scadenza di tutte le rate il 17 di ogni mese come da Piano di Ammortamento allegato in atto. Pertanto, è indubitabile, da un punto di vista matematico, che la data di INIZIO AMMORTAMENTO del prestito rateale sia quella del 17 settembre 2010 quando è stata accreditata la somma netta erogata e non quella del 18 settembre 2010 segnalata nell’atto di mutuo perché, altrimenti, il 1° rimborso avrebbe dovuto essere pagato il 18 ottobre 2010 e la scadenza di tutte le rate successive sarebbe stata il 18 di ogni mese.

L’artificio contabile TRUFFALDINO dei Bancari latu sensu di UNICREDIT SPA di far pagare ai clienti con la prima rata l’importo di indebiti INTERESSI CORRISPETTIVI DI PREAMMORTAMENTO è una previsione SERIALE dei mutui di UNICREDIT SPA. Infatti, è certo che nel periodo da GIUGNO 2005 a SETTEMBRE 2010 questa norma è presente nei contratti predisposti dai Bancari latu sensu di UNICREDIT SPA. La prova “al di là di ogni ragionevole dubbio” ex art. 533 c.p.p. è l’ultimo comma dell’articolo 2 di questo mutuo rogitato a Bergamo nel 2005.

Queste norme contrattuali appena analizzate aggravano DI PER SÉ la responsabilità penale individuale dei Bancari latu sensu di UNICREDIT SPA che hanno dolosamente previsto (o NON hanno impedito di prevedere) questi ulteriori MECCANISMI SECONDARI DI ANATOCISMO del sistema “FRANCESE” nei contratti di finanziamento rateale in violazione dell’art. 821, comma 3, c.c. configurando il reato-mezzo di TRUFFA e, nel caso del mutuo in oggetto, il reato-fine di USURA nella forma in “CONCRETO” ex art. 644, comma 3, secondo periodo, c.p..

Non solo, le norme contrattuali appena analizzate configurano la responsabilità penale di UNICREDIT SPA se la società non dimostra che queste previsioni convenzionali sono avvenute per iniziativa di un determinato Bancario latu sensu che ha superato volontariamente gli accorgimenti organizzativi posti dalla banca ad impedimento di ciò.

In altre parole, la responsabilità penale di UNICREDIT SPA per il reato di AUTORICICLAGGIO si configura per la disponibilità ed uso a favore della persona giuridica del denaro riveniente dal reato-mezzo di TRUFFA e, nel caso del mutuo in oggetto, dal reato-fine di USURA nella forma in “CONCRETO” ex art. 644, comma 3, secondo periodo, c.p., in conseguenza di determinazioni organizzative standardizzate che ACCENTUANO i MECCANISMI SECONDARI DI ANATOCISMO dell’illecito sistema “FRANCESE” previsto per il calcolo degli interessi nei loro contratti di finanziamento rateale.

In considerazione che nell’atto di mutuo NON è stato fissato pattiziamente in maniera espressa il vincolo di un’epoca di riferimento perchè, applicando il REGIME COMPOSTO, i Bancari latu sensu di UNICREDIT SPA hanno ritenuto non necessaria questa norma contrattuale, la violazione dell’art. 821, comma 3, c.c. consente di ricalcolare la rata costante posticipata nel REGIME SEMPLICE con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 oppure con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m.

Conseguentemente, vista la lacuna contrattuale del vincolo di un’epoca di riferimento, utilizzando il TASSO ANNUO contrattuale del 2,40% si può determinare in sostituzione la rata di euro 864,50 adoperando il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE con impostazione iniziale in t_0 con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e, cioè, usando la rata 09 o 09A della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

Ulteriormente, vista la lacuna contrattuale del vincolo di un’epoca di riferimento, utilizzando il TASSO ANNUO contrattuale del 2,40% si può determinare in sostituzione la rata di euro 833,45 impiegando il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE con impostazione finale in t_m con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e, cioè, usando la rata 12 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

Se in sostituzione si usa la rata di euro 864,50 precisata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE con impostazione iniziale in t_0,  l’importo della TENTATA TRUFFA EFFETTIVA TOTALE PER DIFFERENZA DI Q.I. è pari a euro 18.272,74 mentre la TENTATA TRUFFA ATTUALIZZATA TOTALE PER DIFFERENZA DI Q.I. è pari a euro 14.096,34.

Se in sostituzione si usa la rata di euro  833,45 precisata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE con impostazione finale in t_m,  l’importo della TENTATA TRUFFA EFFETTIVA TOTALE PER DIFFERENZA DI Q.I. è pari a euro 27.587,74 mentre la TENTATA TRUFFA ATTUALIZZATA TOTALE PER DIFFERENZA DI Q.I. è pari a euro 21.127,73.

Nel rinviare all’articolo TASSO CORRISPETTIVO: IL REATO-MEZZO DI TRUFFA AGGRAVATO EX ART. 61, COMMA 1, N. 2, C.P. DALLA CONNESSIONE CON IL REATO-FINE DI USURA NEI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO RATEALE, all’articolo IL PRINCIPIO DI EQUITÀ CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN T_0 DEL REGIME COMPOSTO DEL SISTEMA FRANCESE COINCIDE CON LE FORMULE SIA DEL TEG SIA DEL TAEG-ISC e all’articolo LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ART. 821, COMMA 3, C.C. DETERMINA IL TAROCCAMENTO AL RIALZO DEI TEGM E DEI TSU DEI FINANZIAMENTI RATEALI, si segnala che se impiega la TENTATA TRUFFA ATTUALIZZATA TOTALE PER DIFFERENZA DI Q.I. di euro 14.096,34 con l’attualizzazione 03 della sezione del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO si determina il TEG FINANZIAMENTO del 3,230336660219264% configurando il delitto di USURA nella forma in “CONCRETO” ex art. 644, comma 3, secondo periodo, c.p.

Se si impiega la TENTATA TRUFFA ATTUALIZZATA TOTALE PER DIFFERENZA DI Q.I. di euro 21.127,73 con l’attualizzazione 03 della sezione del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO si determina il TEG FINANZIAMENTO del 3,6534266377645% configurando il delitto di USURA nella forma in “CONCRETO” ex art. 644, comma 3, secondo periodo, c.p.

Quanto alla dichiarazione trionfale del de profundis dell’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE del sistema FRANCESE dell’articolo rubricato “C’era una volta il…TAE” postato sul sito LA SCALA SOCIETÀ TRA AVVOCATI, si ricorda che nel contratto NON è indicato il TASSO MENSILE e NON è precisata la MODALITÀ DI CALCOLO del TASSO MENSILE utilizzando, ad esempio, il TASSO ANNUO della data del 17 settembre 2010 del 2,40% (spread del 1,50% + Euribor a tre mesi 365 arrotondato allo 0,05 successivo dello 0,90%) e, quindi, vi è INDETERMINATEZZA IN GENERALE per violazione dei principi di diritto della sentenza della CASSAZIONE del 27/11/2014 n. 25205.

Non solo, dato che la difesa della banca ribadisce la mistificazione della verità storica dei Bancari latu sensu di UNICREDITBANCA SPA che la rata costante posticipata è calcolata nel REGIME COMPOSTO ma il conseguenziale piano di ammortamento è precisato nel REGIME SEMPLICE, l’utilizzo del PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale viola la NORMATIVA DELL’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO e, in particolare, quella del PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016

In altre parole, i Bancari latu sensu di UNICREDITBANCA SPA hanno usato, senza averlo previsto nel contratto, il tasso mensile NON equivalente per determinare il piano di ammortamento in atto senza stabilire una norma contrattuale che indicasse il TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO o TAE e, quindi, la Corte d’Appello di Torino avrebbe dovuto sentenziare la declaratoria di nullità parziale del contratto applicando la sanzione sostitutiva ex art. 117 TUB.

In primis, se si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale e, cioè, l’attualizzazione della 08bis della sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si può accertare che il piano di ammortamento in atto che presenta 300 rate mensili DIVERSE ha un TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO del 2,40053846242224%, cioè una percentuale simile al 2,40% dichiarato da UNICREDITBANCA SPA in contratto.

Il TASSO ANNUO del 2,40% dichiarato da UNICREDITBANCA SPA in contratto NON è, però, quello effettivo applicato nel REGIME COMPOSTO, regime che non è in discussione visto che lo ha anche dichiarato la difesa della banca.

Infatti, se si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale e, cioè, l’attualizzazione della 07bis della sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si può accertare che il piano di ammortamento in atto che presenta 300 rate mensili DIVERSE ha un TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO del 2,42712722366698%.

Non solo, se si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con il tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” previsto dalla Banca d’Italia e, cioè, l’attualizzazione della 03 della sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si può accertare che il piano di ammortamento in atto che presenta 300 rate mensili DIVERSE ha un TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO del 2,4273322493744%.

Ulteriormente, il de profundis dell’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE del sistema FRANCESE dell’articolo rubricato “C’era una volta il…TAE” dimentica che la legge obbliga l’uso del REGIME SEMPLICE ex art. 821, comma 3, c.c. per determinare la rata costante posticipata e, quindi, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del tasso corrispettivo.

Infatti, se si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e, cioè, l’attualizzazione della 09 della sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si può accertare che il piano di ammortamento in atto che presenta 300 rate mensili DIVERSE ha un TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO del 2,9318602144142099296%.

Ancora, se si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e, cioè, l’attualizzazione della 12 della sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si può accertare che il piano di ammortamento in atto che presenta 300 rate mensili DIVERSE ha un TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO del 3,8604338950547745927%.

Alla luce di quanto provato matematicamente, empiricamente e giuridicamente in questa sede, deve essere valorizzata la nascita di UNIQLEGAL PER I SERVIZI LEGALI.

Un’unica cosa è certa: la forza della VERITÀ è dirompente, è una valanga che non può essere arrestata.