CORTE DI GIUSTIZIA, ORDINANZA DEL 06-12-2021 CAUSA 670/20 (CASO ERSTE BANK UNGHERIA)

DIRITTI DEI CONSUMATORI: POTERI GIUDICE NAZIONALE SU CLAUSOLE ABUSIVE O NULLE – MUTUO DENOMINATO IN VALUTA ESTERA

Si rinvia all’articolo CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 13-05-2021 N. 12889, sentenza che ha argomentato richiamando la “nozione di trasparenza declinata in senso economico” della “sentenza della Corte di Giustizia del 21 dicembre 2016, cause riunite C-154/15, C-307/15, C-308/15,” pronuncia nella quale è stabilito che la trasparenza “ha assunto lo stesso rango di norma di ordine pubblico, la cui imperatività di fatto sostituisce all’equilibrio formale, che il contratto determina fra i diritti e gli obblighi delle parti contraenti, un equilibro reale, finalizzato a ristabilire l’eguaglianza tra queste ultime.”

Si legge nell’ordinanza della Corte di Giustizia del 06 dicembre 2021 C-670/20 che “Per questi motivi, la Corte (Sesta Sezione) dichiara:

L’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che il REQUISITO DI TRASPARENZA delle clausole di un contratto di mutuo espresso in valuta estera, che espongano il mutuatario a un rischio di cambio, è soddisfatto solo qualora il professionista abbia fornito a quest’ultimo informazioni esatte e sufficienti sul rischio di cambio, che consentano a un consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto di valutare il rischio delle conseguenze economiche negative, potenzialmente gravi, di clausole del genere sui suoi obblighi finanziari nel corso dell’intera durata di tale contratto. A tale riguardo, il fatto che il consumatore si dichiari pienamente consapevole dei rischi potenziali derivanti dalla sottoscrizione di detto contratto non è rilevante, di per sé, al fine di valutare se il professionista abbia soddisfatto detto requisito di trasparenza.

CORTE DI GIUSTIZIA, CAUSA C-670/20, ORDINANZA DEL 06/12/2021

CORTE DI GIUSTIZIA, CAUSE RIUNITE C‑154/15, C‑307/15 E C‑308/15, SENTENZA DEL 21/12/2016