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ANALISI CONTABILE COMPLETA E ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE DI UN MUTUO

Cosa sappiamo fare: esempio di contenuto sia dell’ANALISI CONTABILE COMPLETA sia dell’ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE relativa ad un Mutuo che attesta matematicamente, empiricamente e giuridicamente la possibilità di effettuare la contestazione della nullità parziale delle clausole convenzionali in relazione a: ● Indeterminatezze contrattuali in generale; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi;● Tentata Truffa contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi; ● Truffa Consumata contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi; ● Usura contrattuale degli interessi corrispettivi per applicazione del Regime Composto degli interessi; ●  Usura contrattuale degli interessi moratori per applicazione del Regime Composto degli interessi; ● Erroneità della percentuale del TAEG/ISC contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi.

Ci siamo già occupati di questo specifico mutuo nell’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO).

Si tratta di un mutuo a TASSO VARIABILE erogato il 16 dicembre 2003 di euro 4.500.000,00. Nell’atto notarile si legge sia che la durata del finanziamento rateale è di 174 rate mensili posticipate sia che la rata alla data del contratto è di euro 35.120,43. Inoltre, si legge nella convenzione che il TASSO ANNUO NOMINALE impiegato per la determinazione della rata mensile posticipata alla data del rogito è del 4,44%. Nel regolamento contrattuale non viene né evidenziato numericamente né delucidato espressamente come è calcolato il TASSO MENSILE nel REGIME COMPOSTO discendente dal TASSO ANNUO NOMINALE del 4,44% utilizzato per precisare la rata di euro 35.120,43. Ancora, nella convenzione pattizia non è indicato né il TASSO EFFETTIVO ANNUALE né l’INDICATORE SINTETICO DI COSTO.

VICENDE CONTRATTUALI

Con il pagamento della 109 rata di ammortamento del 15/07/2013 sono state concesse 12 rate di sospensione del pagamento della quota capitale.
Dopo il pagamento del 15/10/2014 della 112 rata del piano di ammortamento originario e, quindi, con 62 rate residue, è stata concessa una rinegoziazione con aggiunta di altre 60 rate (il nuovo piano di ammortamento era di 122 rate).
Dopo il pagamento della 33 rata del nuovo piano di ammortamento del 15/07/2017, è stata effettuata un’estinzione totale il 28/07/2017.

EVIDENZIAZIONE DELL’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE DELLA CLAUSOLA DEL TASSO CORRISPETTIVO

Indeterminatezza contrattuale in Generale: SUSSISTENTE

Sanzione corretta 117 TUB in Composto: Differenza Quote Interessi 1.131.222,32 + Differenza Debito Residuo 189.453,10 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.789,06 = Totale 1.324.464,48 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Composto: Differenza Quote Interessi 884.088,51 + Differenza Debito Residuo 147.447,57 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.948,95 = TOT 1.034.485,03 euro da restituire;

Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE

Sanzione corretta 117 TUB in Composto: Differenza Quote Interessi 1.131.222,32 + Differenza Debito Residuo 189.453,10 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.789,06 = TOT 1.324.464,48 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Composto: Differenza Quote Interessi 884.088,51 + Differenza Debito Residuo 147.447,57 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.948,95 = TOT 1.034.485,03 euro da restituire;

Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi: SUSSISTENTE

Sanzione corretta 117 TUB in Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 1.154.446,96 + Differenza Debito Residuo 189.281,86 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.785,64 = TOT 1.347.514,46 euro da restituire;

Sanzione corretta 117 TUB in Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 1.211.577,69 + Differenza Debito Residuo 206.863,02 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 4.137,26 = TOT 1.422.577,97 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 931.555,17 + Differenza Debito Residuo 148.159,08 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.963,18 = TOT 1.082.677,43 euro da restituire;

Sanzione errata 1284 c.c. in Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 1.033.541,13 + Differenza Debito Residuo 179.964,61 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.599,30 = TOT 1.217.105,04 euro da restituire.

EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLA FASE FISIOLOGICA DEL CONTRATTO

Usura contrattuale degli interessi corrispettivi per applicazione del Regime Composto degli interessi:

1) SUSSISTENTE NELLA FORMA CONCRETA considerando la truffa della rata in Semplice in t_m

2) SUSSISTENTE NELLA FORMA CONCRETA considerando la truffa della rata in Semplice in t_0.

Sanzione dell’usura contrattuale ex art. 1815 c.c.:

Pagamenti 4.737.755,99 + Debito Residuo 1.448.083,35 = TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 euro;

TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 – Somma Erogata 4.500.000,00 = TOT Quote Interessi 1.685.839,34 euro;

TOT Quote Interessi 1.685.839,34 + Commissione Estinzione Anticipata 29.949,34 = TOT 1.715.788,68 euro da restituire.

EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLA FASE PATOLOGICA DEL CONTRATTO

Usura contrattuale degli interessi moratori: SUSSISTENTE NELLA FORMA PRESUNTA perché il tasso di mora al momento del contratto (6,94%) è superiore a TSU (6,225%) ma vi è la presenza di una Clausola di Salvaguardia relativa ai soli interessi di mora.

Usura contrattuale degli interessi moratori per applicazione del Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE NELLA FORMA PRESUNTA con rata in Semplice sia in t_0 che in t_m ma vi è la presenza di una Clausola di Salvaguardia relativa ai soli interessi di mora.

Sanzione dell’usura contrattuale ex art. 1815 c.c.:

Pagamenti 4.737.755,99 + Debito Residuo 1.448.083,35 = TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 euro;

TOT. Rimborsato alla Banca 6.185.839,34 – Somma Erogata 4.500.000,00 = TOT Quote Interessi 1.685.839,34 euro;

TOT Quote Interessi 1.685.839,34 + Commissione Estinzione Anticipata 29.949,34 = TOT 1.715.788,68 euro da restituire.

EVIDENZIAZIONE DELLA TRUFFA CONSUMATA PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 821, COMMA 3 E 1374 C.C..

Truffa Consumata contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE

Con TASSI EQUI (Euribor 1M360+T.Legale) con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 554.381,76 + Differenza Debito Residuo 67.279,83 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 1.345,60 = TOT 623.007,19 euro da restituire;

Con TASSI EQUI (Euribor 1M360+T.Legale) con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 756.352,89 + Differenza Debito Residuo 133.583,46 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.671,67 = TOT 892.608,02 euro da restituire;

Con TASSI EQUI (Euribor 1M365+T.Legale) con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 550.440,80 + Differenza Debito Residuo 66.681,78 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 1.333,64 = TOT 618.456,22 euro da restituire;

Con TASSI EQUI (Euribor 1M365+T.Legale) con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 753.944,96 + Differenza Debito Residuo 133.405,81 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.668,12 = TOT 890.018,89 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M360 con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 260.932,92 + Differenza Debito Residuo 13.954,89 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 279,10 = TOT 275.166,91 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M360 con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 604.215,80 + Differenza Debito Residuo 119.010,91+ Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.380,22 = TOT 725.606,93 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M365 con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 252.633,83 + Differenza Debito Residuo 12.545,91 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 250,92 = TOT 265.430,66 euro da restituire;

Con TASSI Euribor 1M365 con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 600.004,56 + Differenza Debito Residuo 118.706,49 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.374,13 = TOT 721.085,18 euro da restituire;

Con TASSI BANCA con il Regime Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 196.062,80 + Differenza Debito Residuo -1.037,60 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata -20,75 = TOT 195.004,45 euro da restituire;

Con TASSI BANCA con il Regime Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 558.629,62 + Differenza Debito Residuo 111.991,27 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.239,83 = TOT 672.860,12 euro da restituire.

ASSENZA DELLA CLAUSOLA CONTRATTUALE DELL’ISC

Erroneità della percentuale dell’ISC contrattuale per applicazione del Regime Composto degli interessi: SUSSISTENTE in quanto manca l’indicatore in contratto. Essendo il cliente NON un CONSUMATORE e, quindi, è inapplicabile l’art. 124 TUB, sussiste una problematica su come quantificare la violazione della normativa di Trasparenza della Banca d’Italia. L’interprete può avere, comunque, un riferimento numerico usando l’art. 124 TUB.

Sanzione inapplicabile 124 TUB in Composto: Differenza Quote Interessi 983.415,35 + Differenza Debito Residuo 144.930,88 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.898,62 = TOT 1.131.244,85 euro;

Sanzione inapplicabile 124 TUB in Semplice in t_0: Differenza Quote Interessi 1.016.142,35 + Differenza Debito Residuo 145.289,49 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 2.905,79 = TOT 1.164.337,63 euro;

Sanzione inapplicabile 124 TUB in Semplice in t_m: Differenza Quote Interessi 1.083.569,30 + Differenza Debito Residuo 171.185,24 + Differenza Commissione Estinzione Anticipata 3.423,71 = TOT 1.258.178,25 euro.

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ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (LEASING)

Cosa sappiamo fare: esempio di contenuto sia dell’ANALISI CONTABILE COMPLETA sia dell’ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE relativa ad un Leasing che attesta matematicamente, empiricamente e giuridicamente la possibilità di effettuare la contestazione della nullità parziale delle clausole convenzionali in relazione a: ● Indeterminatezze contrattuali in generale; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi.

Nel rinviare all’articolo TRIBUNALE DI NAPOLI, SENTENZA DEL 16-06-2020 N. 4102 dove il Dott. ETTORE PASTORE ALINANTE ha ridefinito sia il canone periodico sia il canone di riscatto nel REGIME SEMPLICE degli interessi con impostazione finale in t_m al posto del REGIME COMPOSTO del sistema FRANCESE, forniamo i dati reali di un contratto di LEASING IMMOBILIARE a tasso variabile concluso il 28/04/2009 che ha un un prezzo di acquisto di euro 851.700,00 comprensivo delle imposte ipotecarie e catastali oltre IVA.

Nel regolamento contrattuale si legge sia che la durata del finanziamento rateale è di 215 canoni ricorrenti mensili posticipati sia che l’importo del canone ricorrente alla data del 28/04/2009 è di euro 4.908,67 oltre ad IVA. Inoltre, nella convenzione pattizia è previsto che il canone iniziale da versare contestualmente alla data del 28/04/2009 è di euro 58.450,00 oltre ad IVA e che il canone finale da corrispondere nel caso di esercizio del diritto di opzione è di euro 83.500,00 oltre imposte.

Nel contratto sono presenti le seguenti norme convenzionali: “Il corrispettivo della locazione finanziaria è espresso in canoni, il cui ammontare è funzione – fra gli altri – della struttura dell’operazione intese in termini di costo di acquisto originario del bene, quota eventualmente versata alla stipula, durata della locazione, prezzo dell’opzione finale, periodicità dei pagamenti, del grado di rischio, di onerosità e complessità dell’operazione. Il parametro di riferimento individuato dalla Banca d’Italia per misurare l’onerosità di questo flusso di pagamenti è il “tasso leasing dell’operazione” definito come “il tasso interno di attualizzazione per il quale si verifica l’uguaglianza fra costo di acquisto del bene locato (al netto delle imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell’opzione finale di acquisto (al netto delle imposte) contrattualmente previsti. Per i canoni comprensivi dei corrispettivi per servizi accessori di natura non finanziaria o assicurativa andrà considerata solo la parte di canone riferita alla restituzione del capitale investito per l’acquisto del bene e dei relativi interessi”. Il tasso di attualizzazione è calcolato come tasso periodale espresso in termini di Tasso Nominale Annuo, sviluppato con la stessa periodicità dei canoni sulla base di un anno STANDARD di 365 gg composto di periodi (mesi, bimestri, trimestri o semestri) tutti eguali fra di loro, avendo convenzionalmente assunto come origine dei tempi per l’attualizzazione dei flussi la data di inizio di decorrenza stabilita dal contratto. Poiché al momento della stipula di norma né il cliente, né la concedente sono in grado di prevedere a quale data verrà effettuata la consegna del bene e pertanto a quali date matureranno effettivamente gli impegni di pagamento dei canoni periodici, in analogia a quanto stabilito per la rilevazione del TEG ai fini dell’usura, il calcolo del “tasso leasing” è stato effettuato ipotizzando la coincidenza fra la data di stipula e data di messa in decorrenza. In sostanza, la data di stipula è quella da scegliere quale data-origine dell’asse dei tempi lungo il quale effettuare i conteggi di attualizzazione del tasso interno al contratto così come definito dalle istruzioni della Banca d’Italia. Parimenti, nel caso di contratti indicizzati, l’importo dei canoni da attualizzare è stato assunto pari a quello previsto in sede di stipula indipendentemente dalle eventuali variazioni o conguagli che, a consultivo, questi ultimi subiranno durante la vita contrattuale in relazione all’andamento del parametro di indicizzazione contrattualmente concordato. Il “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto è pari al 4,00% (giusta la delibera Cicr 04-03-2003 e le istruzioni della Banca d’Italia 25-07-2003″.

Nel rinviare all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 4 (E CONSEGUENTI INEQUIVOCABILTÀ GIURIDICHE) e all’articolo IL DIRITTO DEL CLIENTE DI OTTENERE GRATUITAMENTE NELL’ESECUZIONE DEL CONTRATTO (MA ANCHE DOPO) IL PIANO DI AMMORTAMENTO COMPLETO DI TUTTI I DATI, si evidenzia che SOLO nella fase di esecuzione del contratto il cliente ha avuto contezza dell’applicazione dell’illecito PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO della rata costante posticipata del sistema “FRANCESE” perché la convenzione pattizia NON ha allegato il PIANO DI AMMORTAMENTO: infatti, nel regolamento contrattuale non si specifica in alcun modo che i canoni leasing sono calcolati dalla concedente nel REGIME COMPOSTO e, cioè, con una modalità vietata dall’art. 821, comma 3 c.c.

Il contratto di LEASING IMMOBILIARE a tasso variabile concluso il 28/04/2009 è disciplinato, in particolare, sia dal TITOLO X rubricato “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari” della CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003, in vigore dal 01/10/2003 al 02/03/2011, sia dalle ISTRUZIONI USURA della BANCA D’ITALIA 2006 (G.U. n. 74 del 29-03-2006) in vigore dal 01/04/2006 al 31/12/2009.

In merito alla “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari”, si evidenzia che la norma contrattuale “Il tasso di attualizzazione è calcolato come tasso periodale espresso in termini di Tasso Nominale Annuo, sviluppato con la stessa periodicità dei canoni sulla base di un anno STANDARD di 365 gg composto di periodi (mesi, bimestri, trimestri o semestri) tutti eguali fra di loro, avendo convenzionalmente assunto come origine dei tempi per l’attualizzazione dei flussi la data di inizio di decorrenza stabilita dal contratto” viola sia la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che prevede che nelle condizioni economiche dell’operazione siano indicati la “periodicità e modalità di calcolo degli interessi”, modalità che necessariamente deve essere quella dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché è espressamente stabilito che “Nelle operazioni attive e passive il calcolo degli interessi è eseguito con riferimento alla durata dell’anno civile, sia l’art. 821, comma 3, codice civile che impone letteralmente ex art. 12 delle preleggi, oltre la maturazione degli INTERESSI CORRISPETTIVI con il REGIME SEMPLICE, la modalità di conteggio dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché considera esattamente tutti i giorni dell’anno, interpretazione confermata dai principi di diritto espressi dalla giurisprudenza consolidata.

Questa violazione è provata matematicamente ed empiricamente perché il canone ricorrente alla data del 28/04/2009 di euro 4.908,67 è stato determinato dai bancari latu sensu nell’illecito REGIME COMPOSTO con l’illegale ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE.

Non solo, nel regolamento contrattuale non viene né evidenziato numericamente né delucidato espressamente come è calcolato il TASSO MENSILE nel REGIME COMPOSTO discendente dal “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% come stabilito anche dalla giurisprudenza: queste carenze informative violano sia la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 in vigore dal 01/10/2003 al 02/03/2011 che prevede l’indicazione del TASSO ANNUO EFFETTIVO, cioè di quel tasso che tiene “conto degli effetti della capitalizzazione”, sia la regola prevista dal PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016 che stabilisce che “Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1”, cioè l’equazione corretta del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA, sia le ISTRUZIONI USURA della BANCA D’ITALIA 2006 (G.U. n. 74 del 29-03-2006) in vigore dal 01/04/2006 al 31/12/2009 che impongono, per determinare l’aliquota del TEG FINANZIAMENTO, l’utilizzo dell’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” e con i tassi giornalieri equivalenti rispettosi della “formula di equivalenza intertemporale” del REGIME ANATOCISTICO.

Ulteriormente, si evidenzia che nel contratto NON è stato fissato pattiziamente in maniera espressa il vincolo di “un’epoca di riferimento” perché i bancari latu sensu, applicando il REGIME ANATOCISTICO, NON hanno ritenuto necessaria questa norma contrattuale (si ricorda che nel REGIME COMPOSTO, dato che quest’ultimo è una legge di interesse SCINDIBILE, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 e quello che si specifica con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m è identico). Si rinvia per ulteriori delucidazioni empiriche all’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO).

Si mostra ora come si deve operare empiricamente da un punto di vista matematico per accertare l’INDETERMINATEZZA del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% allegando le stampate ufficiali del SOFTWARE DI CALCOLO COMPLETO di proprietà della Robyn Hode Italia.

Dato che nell’atto contrattuale la società di leasing indica un canone ricorrente di euro 4.908,67, un canone iniziale di euro 58.450,00, un canone finale di euro 83.500,00  e un TASSO LEASING ANNUALE del 4,00% senza delucidare il TASSO LEASING MENSILE, mostriamo come questa aliquota “nominale” sia stata calcolata dai Bancari latu sensu con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE (identicamente, in virtù del PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, si determina la medesima percentuale del 4,00% impiegando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE).

Si evidenzia che il canone ricorrente di euro 4.908,67 ha un valore NON arrotondato di euro 4.908,66529165475 e, pertanto, i Bancari latu sensu avrebbero dovuto, per la precisione, indicare pattiziamente un “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00001079585808%.

Se i Bancari latu sensu avessero almeno rispettato la regola prevista dal PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016 che stabilisce che “Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1”, cioè l’equazione corretta del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA, con il canone iniziale di euro 58.450,00, il canone finale di euro 83.500,00  e il TASSO LEASING ANNUALE del 4,00% gli stessi avrebbero dovuto indicare in contratto un canone ricorrente di euro 4.877,52 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso periodale equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE.

Se i Bancari latu sensu avessero rispettato sia la regola prevista dal PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO in vigore dal 10/09/2009 al 31/10/2016 che stabilisce che “Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1”, cioè l’equazione corretta del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA, sia la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che prevede che nelle condizioni economiche dell’operazione siano indicati la “periodicità e modalità di calcolo degli interessi”, modalità che necessariamente deve essere quella dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché è espressamente stabilito che “Nelle operazioni attive e passive il calcolo degli interessi è eseguito con riferimento alla durata dell’anno civile, con il canone iniziale di euro 58.450,00, il canone finale di euro 83.500,00  e il TASSO LEASING ANNUALE del 4,00% gli stessi avrebbero dovuto indicare in contratto un canone ricorrente di euro 4.877,80 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009.

Viste le lacune contrattuali, vista la normativa della Banca d’Italia che obbliga l’uso del TASSO PERIODALE EQUIVALENTE nel REGIME COMPOSTO degli interessi o dell’indicazione del TASSO LEASING EFFETTIVO, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00%. Infatti, utilizzando correttamente le regole matematiche del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, per determinare il canone ricorrente di euro 4.908,67 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso periodale equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,0741654903493%.

È evidente che solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,0741654903493% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso giornaliero equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

Analogamente, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% perché i Bancari latu sensu non hanno rispettato anche la CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che prevede che nelle condizioni economiche dell’operazione siano indicati la “periodicità e modalità di calcolo degli interessi”, modalità che necessariamente deve essere quella dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché è espressamente stabilito che “Nelle operazioni attive e passive il calcolo degli interessi è eseguito con riferimento alla durata dell’anno civile. Infatti, utilizzando correttamente le regole matematiche del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, per determinare il canone ricorrente di euro 4.908,67 applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,073496138197%.

È evidente che, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 4,073496138197% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

In considerazione che la legge obbliga l’uso del REGIME SEMPLICE ex art. 821, comma 3, c.c., avendo i Bancari latu sensu precisato contrattualmente, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, un canone ricorrente di euro 4.908,67, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00%.

In altre parole, nel ricordare che il REGIME SEMPLICE NON è una legge di interesse SCINDIBILE e, quindi, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0, cioè al momento della conclusione del contratto, ha un importo più alto di quello specificato con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m, cioè al momento del termine del contratto, entrambe le due modalità matematiche possono essere utilizzate in sostituzione perché sono rispettose sia dell’art. 821, comma 3, c.c. sia della volontà contrattuale che NON ha previsto la presenza del vincolo di “un’epoca di riferimento”.

Conseguentemente, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, per calcolare il canone ricorrente di euro 4.908,67 con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto”, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 5,0706172175057% con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009.

È evidente che, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 5,0706172175057% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

L’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, sussiste anche con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” perché, per ottenere il canone ricorrente di euro 4.908,67 con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, occorre impiegare il TASSO LEASING EFFETTIVO del 7,2277731107242%.

È evidente che, con il canone iniziale di euro 58.450,00 e il canone finale di euro 83.500,00, solo impiegando il TASSO LEASING EFFETTIVO del 7,2277731107242% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene il canone ricorrente di euro 4.908,67.

Occorre stabilire quale sia la soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia della legge sia della volontà convenzionale tenendo in considerazione sia che l’art. 821, comma 3, codice civile impone letteralmente ex art. 12 delle preleggi, oltre la maturazione degli INTERESSI CORRISPETTIVI con il REGIME SEMPLICE, la modalità di conteggio dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” perché considera esattamente tutti i giorni dell’anno, interpretazione confermata dai principi di diritto espressi dalla giurisprudenza consolidata, sia che sussiste la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale, sia che il patto fra le parti prevede espressamente il canone ricorrente di euro 4.908,67 e il canone finale di euro 83.500,00 che sono volutamente parametrati fra loro dai contraenti in quanto gli unici comprensivi di una QUOTA INTERESSE.

In altre parole, la soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia della legge sia della volontà convenzionale NON può essere quella che utilizza sia il canone iniziale di euro 58.450,00 privo di QUOTA INTERESSI sia il canone finale di euro 83.500,00 comprensivo di QUOTA INTERESSE ricalcolando con il “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% il solo canone ricorrente. Infatti, questa metodologia NON rispetta l’art. 821, comma 3, codice civile perché i Bancari latu sensu hanno precisato nel REGIME COMPOSTO la QUOTA INTERESSE del canone finale di euro 83.500,00 invece che nel REGIME SEMPLICE previsto da questa norma imperativa mai derogata. Non solo, se si usa questo metodo matematico, il cliente paga complessivamente maggiori interessi COMPLESSIVI rispetto alla soluzione corretta che modifica anche il canone finale.

Precisamente, se si modifica il solo canone ricorrente applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone periodico di euro 4.599,78 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 279.203,73.

Invece, se si modifica il solo canone ricorrente applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone periodico di euro 4.380,80 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 232.120,95.

La soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia dell’art. 821, comma 3, codice civile sia della volontà convenzionale conseguente al PARAMETRO discendente dalla precisazione in contratto del canone ricorrente di euro 4.908,67 e del canone finale di euro 83.500,00, è quella che utilizza il canone iniziale di euro 58.450,00 privo di QUOTA INTERESSI con il “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% ricalcolando entrambi i canoni comprensivi della QUOTA INTERESSE.

In questo caso, applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone ricorrente di euro 4.617,57, un canone finale di euro 78.548,21 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 278.075,13 con un risparmio di euro 1.128,60 (279.203,73278.075,13).

Invece, applicando il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” con la data di inizio ammortamento coincidente alla data del contratto del 28/04/2009, si ottiene un canone ricorrente di euro 4.409,82, un canone finale di euro 75.014,23 e il TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI è pari ad euro 229.874,99 con un risparmio di euro 2.245,96 (232.120,95229.874,99).

Se è sancita dall’interprete la SOLA INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% perché i Bancari latu sensu non hanno rispettato la normativa di riferimento, la sanzione corretta da utilizzare è quella del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente da applicarsi con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” e con la data di inizio ammortamento del 01/12/2009 come da documento contrattuale tenendo in considerazione per la ricerca del valore del TASSO BOT MINIMO che la data del contratto è il 28/04/2009.

Se è invece sancita dall’interprete anche l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del “tasso leasing” (nominale) applicato sul presente contratto” del 4,00% perché i Bancari latu sensu non hanno rispettato l’art. 821, comma 3, codice civile, la sanzione corretta da utilizzare è sempre quella del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente. Questa sanzione però, vista la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale, deve essere applicata o con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE  o con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE. Ovviamente, devono essere impiegati i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” e con la data di inizio ammortamento del 01/12/2009 come da documento contrattuale tenendo in considerazione per la ricerca del valore del TASSO BOT MINIMO che la data del contratto è il 28/04/2009.

Si allegano le stampate ufficiali del SOFTWARE DI CALCOLO COMPLETO di proprietà della Robyn Hode Italia che utilizza un DATABASE completo di tutti i TASSI DEI BOT.

In considerazione che l’ultima asta dei BOT disponibile è quella con regolamento del 14/07/2020 che presenta un rendimento medio ponderato dello -0,124%, si evidenzia che in tutti questi casi è da utilizzare il tasso annuale dello 0,00% (si rinvia all’articolo LA TRUFFA NEI PRESTITI RATEALI A TASSO VARIABILE QUANDO IL PARAMETRO ASSUME VALORE NEGATIVO). Inoltre, dato che deve essere usato il TASSO MINIMO dei BOT dei 12 mesi precedenti di DUE MINIMI, o quello della data del contratto o quello della data di pagamento, è certo l’impiego del tasso annuale dello 0,00% fino al pagamento del 01/07/2021 compreso. Per i pagamenti successivi a partire dal 01/08/2021, è stato adoperato l’ultimo valore certo disponibile, cioè quello dello 0,00%.

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente è stata determinata, sia nel REGIME COMPOSTO che nel REGIME SEMPLICE, utilizzando la soluzione matematica corretta giuridicamente per rideterminare il rapporto dare/avere rispettoso sia dell’art. 821, comma 3, codice civile sia della volontà convenzionale conseguente al PARAMETRO discendente dalla precisazione in contratto del canone ricorrente di euro 4.908,67 e del canone finale di euro 83.500,00, cioè impiegando la metodologia che utilizza il canone iniziale di euro 58.450,00 privo di QUOTA INTERESSI ricalcolando entrambi i canoni comprensivi della QUOTA INTERESSE con i vari TASSI BOT MINIMI.

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” presenta un TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI da rimborsare pari ad euro 35.816,54 con un risparmio per il cliente di euro 309.796,50 rispetto al TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI previsti in contratto (345.613,0435.816,54).

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” presenta un TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI da rimborsare pari ad euro 32.312,90 con un risparmio per il cliente di euro 313.300,14 rispetto al TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI previsti in contratto (345.613,0432.312,90).

La sanzione del TASSO BOT ANNUALE MINIMO tempo per tempo vigente calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” presenta un TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI da rimborsare pari ad euro 30.505,70 con un risparmio per il cliente di euro 315.107,34 rispetto al TOTALE DEGLI INTERESSI EFFETTIVI previsti in contratto (345.613,0430.505,70).

In conclusione, si evidenzia che la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale prova inequivocabilmente l’intenzione dolosa di applicare l’illecito REGIME COMPOSTO “al di là di ogni ragionevole dubbio” ex art. 533 c.p.p..

Si rinvia all’articolo LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ART. 821, COMMA 3, C.C. DETERMINA IL TAROCCAMENTO AL RIALZO DEI TEGM E DEI TSU DEI FINANZIAMENTI RATEALI per un ulteriore dimostrazione empirica di disattenzione delle regole matematiche con il CONCORSO MORALE nei reati di TRUFFA e USURA dei bancari latu sensu della Banca d’Italia.

Si rinvia, inoltre, all’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 4 (E CONSEGUENTI INEQUIVOCABILTÀ GIURIDICHE), all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO e all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464.

In evidenza

ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO)

Cosa sappiamo fare: esempio di contenuto sia dell’ANALISI CONTABILE COMPLETA sia dell’ANALISI GIURIDICA PARTICOLARE relativa ad un Mutuo che attesta matematicamente, empiricamente e giuridicamente la possibilità di effettuare la contestazione della nullità parziale delle clausole convenzionali in relazione a: ● Indeterminatezze contrattuali in generale; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Composto degli interessi; ● Indeterminatezza contrattuale nel Regime Semplice degli interessi.

Forniamo i dati reali di un mutuo erogato il 16 dicembre 2003 di euro 4.500.000,00.

Nell’atto notarile si legge sia che la durata del finanziamento rateale è di 174 rate mensili posticipate sia che la rata alla data del contratto è di euro 35.120,43.

Inoltre, si legge nella convenzione che il TASSO ANNUO NOMINALE impiegato per la determinazione della rata mensile posticipata alla data del rogito è del 4,44%. Nel regolamento contrattuale non viene né evidenziato numericamente né delucidato espressamente come è calcolato il TASSO MENSILE nel REGIME COMPOSTO discendente dal TASSO ANNUO NOMINALE del 4,44% utilizzato per precisare la rata di euro 35.120,43.

Ancora, nella convenzione pattizia non è indicato né il TASSO EFFETTIVO ANNUALE né l’INDICATORE SINTETICO DI COSTO. Ovviamente, quest’ultimo parametro è ininfluente per verificare l’INDETERMINATEZZA del tasso corrispettivo.

Ulteriormente, si evidenzia che nell’atto di erogazione NON è stato fissato pattiziamente in maniera espressa il vincolo di “un’epoca di riferimento” perché i bancari latu sensu, applicando il REGIME ANATOCISTICO, NON hanno ritenuto necessaria questa norma contrattuale (si ricorda che nel REGIME COMPOSTO, dato che quest’ultimo è una legge di interesse SCINDIBILE, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 e quello che si specifica con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m è identico).

Si mostra ora come si deve operare empiricamente da un punto di vista matematico per accertare l’INDETERMINATEZZA del tasso corrispettivo allegando le stampate ufficiali del SOFTWARE DI CALCOLO COMPLETO di proprietà della Robyn Hode Italia. Ovviamente, questi conteggi sono possibili anche con il SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO di questo sito internet.

Dato che nell’atto di mutuo la banca indica una rata di euro 35.120,43 senza delucidare il TASSO MENSILE, mostriamo come questa rata costante posticipata sia stata calcolata dai Bancari latu sensu con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale e, cioè, con la rata 08bis della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

Si allega anche il prospetto che specifica l’identica rata di euro 35.120,43 con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale.

Viste le lacune contrattuali, vista la normativa della Banca d’Italia che obbliga l’uso del TASSO PERIODALE EQUIVALENTE nel REGIME COMPOSTO degli interessi o dell’indicazione del TASSO ANNUO EFFETTIVO (Prototipo Foglio Informativo), sussiste l’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del tasso corrispettivo. Infatti, utilizzando correttamente le regole matematiche del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA per determinare la rata di euro 35.120,43, occorre impiegare il tasso annuo del 4,531477026982264%. Questo tasso si determina nella sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

È evidente che impiegando il tasso annuo del 4,531477026982264% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso giornaliero equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale, cioè la rata 07 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, oppure con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale, cioè la rata 07bis della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si ottiene la rata contrattuale di euro 35.120,43.

In considerazione che la legge obbliga l’uso del REGIME SEMPLICE ex art. 821, comma 3, c.c. per determinare la rata costante posticipata, avendo la banca precisato contrattualmente la rata di euro 35.120,43, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del tasso corrispettivo.

In altre parole, nel ricordare che il REGIME SEMPLICE NON è una legge di interesse SCINDIBILE e, quindi, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0, cioè al momento della conclusione del contratto, ha un importo più alto di quello specificato con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m, cioè al momento del termine del contratto, entrambe le due modalità matematiche possono essere utilizzate in sostituzione perché sono rispettose sia dell’art. 821, comma 3, c.c. sia della volontà contrattuale che NON ha previsto la presenza del vincolo di “un’epoca di riferimento”.

Conseguentemente, per calcolare la rata di euro 35.120,43 con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto”, occorre impiegare il tasso annuo del 5,428265227477345192668%. Questo tasso si determina nella sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

È evidente che utilizzando il tasso annuo del 5,428265227477345192668% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e PDA LINEARE Bonferroni/Levi, cioè la rata 09A della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si ottiene la rata contrattuale di euro 35.120,43. Ovviamente, lo stesso importo lo si determina anche adoperando il medesimo tasso con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e PDA LINEARE A FIGURATO N, cioè la rata 09 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

L’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del tasso corrispettivo sussiste anche precisando la rata di contrattuale di euro 35.120,43 con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” impiegando il tasso annuo del 7,59869320123086680457%. Questo tasso si determina nella sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

È evidente che impiegando il tasso annuo del 7,59869320123086680457% con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” e PDA LINEARE Varoli, cioè la rata 12 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si ottiene la rata contrattuale di euro 35.120,43.

In conclusione, si evidenzia che la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale prova inequivocabilmente l’intenzione dolosa di applicare l’illecito REGIME COMPOSTO “al di là di ogni ragionevole dubbio” ex art. 533 c.p.p..

Si rinvia all’articolo LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ART. 821, COMMA 3, C.C. DETERMINA IL TAROCCAMENTO AL RIALZO DEI TEGM E DEI TSU DEI FINANZIAMENTI RATEALI per un ulteriore dimostrazione empirica di disattenzione delle regole matematiche con il CONCORSO MORALE nei reati di TRUFFA e USURA dei bancari latu sensu della Banca d’Italia.

Si rinvia, inoltre, all’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 4 (E CONSEGUENTI INEQUIVOCABILTÀ GIURIDICHE), all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO , all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464 e all’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (LEASING).

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IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE


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L’INCASSO AMPLIFICATO NEI FINANZIAMENTI RATEALI DI INTERESSI CORRISPETTIVI PER EFFETTO DI ARTIFICI CONTABILI TRUFFALDINI NEL REGIME COMPOSTO

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IL PRINCIPIO DI EQUITÀ CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN T_0 DEL REGIME COMPOSTO DEL SISTEMA FRANCESE COINCIDE CON LE FORMULE SIA DEL TEG SIA DEL TAEG-ISC


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È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA


Anche la La Corte d’Appello di Torino, nelle persone della Dottoressa Renata Silva (Presidente), della Dottoressa Tiziana Maccarrone (Consigliere) e del Dottore Gian Paolo Macagno (Consigliere relatore), hanno stabilito nella sentenza n. 544 del 20/05/2020 che “la censura risulta infondata anche sotto il profilo del mancato rispetto dell’art. 821 c.c., norma che si limita a prevedere che gli interessi-frutti civili “si acquistano giorno per giorno, in ragione della durata del diritto”: la disposizione si limita a prevedere che i frutti crescano con progressione giornaliera e non prescrive affatto che tale progressione sia aritmetica (interesse semplice) anziché geometrica (interesse composto). Neppure da questa norma, in definitiva, può ricavarsi un divieto di utilizzo della formula dell’interesse composto e neppure una “preferenza” legislativa per il metodo dell’interesse semplice”.

Il Dott. Enrico Astuni del Tribunale di Torino continua sia nella sua manipolazione della VERITÀ MATEMATICA sia nella sua incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile illustrata nella sentenza del 30/05/2019 n. 2676 (si rinvia alle precedenti 17 pagine dove si è esaurientemente contestato con dovizia di argomentazioni le farlocche tesi del magistrato torinese).

Infatti, il Dott. Enrico Astuni ha pubblicato le seguenti note il 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” conseguenti al suo intervento in streaming organizzato dal compiacente Dott. Marcelli di ASSOCTU.

Sin dalla prima pagina vi è prova inequivocabile di una volontà manipolativa della VERITÀ.

In primis, si segnala la manipolazione della VERITÀ MATEMATICA nella sua spiegazione del FINANZIAMENTO TIPO BULLET dove si legge che in questo tipo di prestito rateale NON si fa uso del REGIME COMPOSTO e gli interessi maturati vengono interamente pagati periodicamente, ancor prima della scadenza del capitale, con la FORMA SEMPLICE dell’interesse” e, quindi, l’ANATOCISMO risulta escluso: si rinvia all’articolo IL BULLET È ANATOCISTICO per un’elementare spiegazione che “smaschera” questa alterazione della VERIDICITÀ ALGEBRICA.

Il fariseismo del Dott. Enrico Astuni si manifesta compiutamente nella manipolazione della VERITÀ MATEMATICA quando spiega il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA: si legge nelle note che nel prestito rateale “si prevede ed utilizza il REGIME COMPOSTO per determinare la rata periodica di rimborso; il pagamento periodico degli interessi maturati, viene realizzato, in FORMA SEMPLICE, su tutto il capitale a prescindere dalla scadenza di quest’ultimo, senza alcuna produzione di interessi su interessi e, quindi, l’ANATOCISMO è configurabile come convenzione.

In sintesi, il Dott. Enrico Astuni sposa la tesi dei Bancari latu sensu che affermano temerariamente nei giudizi civili e penali che il sistema “FRANCESE” ha una RATA COSTANTE POSTICIPATA specificata con le formule del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO ma il conseguenziale PIANO DI AMMORTAMENTO è costruito nel REGIME SEMPLICE degli interessi: per un’elementare spiegazione STORICAMENTE DATATA che “smaschera” questa alterazione della VERITÀ MATEMATICA si rinvia all’articolo PROF. FRANCESCO SOAVE (LUGANO 1743 – PAVIA 1806), all’articolo PROF. A. CASANO DEL 1800, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ E IL PIANO DI AMMORTAMENTO SONO LE 2 FASI MATEMATICHE DELLA STESSA MEDAGLIA, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DETERMINA GLI INTERESSI EFFETTIVI, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PIANO DI AMMORTAMENTO LINEARE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN t_0, all’articolo LEVI 1953 CAPITALIZZAZIONE E SUO SIGNIFICATO, all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO, all’articolo LEVI 1964 PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, all’articolo VAROLI 1983, PIANO DI AMMORTAMENTO DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE FINALE IN t_m, all’articolo RIVISTA ASSOBANK BANCHE&BANCHIERI 2/2015.

Si evidenzia che il Dott. Enrico Astuni riconosce che nei prestiti rateali erogati con il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA l’ANATOCISMO è configurabile come convenzione: secondo l’interpretazione letterale, questo significa che il contratto presenta un regolamento contrattuale che inequivocabilmente stabilisce il REGIME COMPOSTO e che, quest’ultimo, è matematicamente al di là di ogni ragionevole dubbio ANATOCISTICO. In altre parole, Dott. Enrico Astuni con le note del 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” certifica che la semplice applicazione delle formule del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO genera ANATOCISMO DI TIPO “GENETICO”.

Conseguentemente, al Dott. Enrico Astuni non rimane che mantenere in queste note, per NON valorizzare giuridicamente come illecito il sussistente ANATOCISMO DI TIPO “GENETICO” da lui riconosciuto, l’incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile illustrata nella sentenza del 30/05/2019 n. 2676 e, ulteriormente, concludere questo memorandum affermando che “questa norma ovviamente NON DICE come calcolare i frutti annuali .

Si invita il Dott. Enrico Astuni a leggere, senza preconcetti algebrici, anche i contributi matematici, empirici e giuridici del TEAM ROBYN HODE nell’articolo IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE, nell’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, nell’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI: se il suo approccio sarà metodologicamente corretto, con l’utilizzo del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO il magistrato torinese potrà comprendere in maniera inequivocabile che nel sistema “FRANCESE” il conseguenziale PIANO DI AMMORTAMENTO NON è costruito nel REGIME SEMPLICE degli interessi.

Il TEAM ROBYN HODE si rammarica che il Dottore Enrico Astuni, la Dottoressa Renata Silva, la Dottoressa Tiziana Maccarrone, il Dottore
Gian Paolo Macagno e molti altri giudici non ricercano la verità approfondendo tutto e tutti.

Come scrive il nostro padre costituente Calamandrei in “Elogio di un giudice scritto da un avvocato”, la verità storica è spesso diversa dalla verità processuale.

La gente comune si auspica che l’obiettivo fondamentale del giudice consista nel far emergere la verità storica affinché tra questa e il giudizio finale vi sia una perfetta coincidenza.

Un’unica cosa è certa: la forza della VERITÀ è dirompente, è una valanga che non può essere arrestata.

Si rinvia all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464 che evidenzia ulteriormente la mancanza di ricerca della verità storica da parte di determinata magistratura.

In evidenza

L’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE DEL SISTEMA “FRANCESE”​

CASSAZIONE DEL 27/11/2014 n. 25205

Si rinvia all’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 4 (E CONSEGUENTI INEQUIVOCABILTÀ GIURIDICHE), all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO, all’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI e all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464.

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Il Dottor. Provenzano ha rilasciato una nuova sentenza che certifica che il sistema “Francese” della rata costante posticipata è illecito sulle basi di quanto illustrato nell’articolo È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA (in particolare si segnalano nel corpo della decisione le argomentazioni da pagina 18 a pagina 24 che si possono in estrema sintesi illustrare con il principio di diritto espresso dal magistrato che dal “… (…) … combinato disposto di cui agli artt. 1283, 1184, comma 1, primo inciso e 821 comma 3 c.c. è dato da evincere che il Legislatore del 1942 ha adottato un modello legale tipico di produzione degli interessi, corrispondente – in chiave matematico-finanziaria – a quello del regime di capitalizzazione semplice … (…) …)“.

Inoltre, nel rinviare all’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO), la sentenza n. 384/2020 conferma che il sistema “Francese” della rata costante posticipata genera sia l’INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO NEL REGIME COMPOSTO sia l’INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO NEL REGIME SEMPLICE (in particolare si segnalano nel corpo della decisione le argomentazioni da pagina 51 a pagina 61)

Ancora, la sentenza n. 384/2020 stabilisce da pagina 61 che il costo illecito ANATOCISTICO, cioè quello risultante dalla differenza algebrica fra l’importo conseguente all’applicazione dell’illegale ex art. 821, comma 3, c.c. Principio di Equità del Regime Composto e il totale specificato con l’utilizzo del lecito Principio di Equità del Regime Semplice, deve essere valutato ai fini usura (si rinvia all’articolo TASSO CORRISPETTIVO: IL REATO-MEZZO DI TRUFFA AGGRAVATO EX ART. 61, COMMA 1, N. 2, C.P. DALLA CONNESSIONE CON IL REATO-FINE DI USURA NEI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO RATEALE e all’articolo TENTATA TRUFFA DEL TASSO CORRISPETTIVO E CRITERI DI QUANTIFICAZIONE) .

In altre parole, la sommatoria delle differenze di tutte le rate in Composto del sistema “Francese” previste dal contratto e le rate in Semplice che avrebbero dovuto essere stabilite dalla convenzione pattizia ex art. 821, comma, c.c. è un costo illecito collegato all’erogazione del credito ex art. 644 c.p. da utilizzare per la determinazione del TEG del finanziamento rateale ai fini della verifica del superamento del TSU.

MORICONI 1994 IL PIANO DI AMMORTAMENTO FRANCESE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME COMPOSTO SI DETERMINA PRIORITARIAMENTE CON “A FIGURATO M AL TASSO I”

Anche nel MORICONI del 1994 è evidenziato che l’imposizione del vincolo matematico del DEBITO RESIDUO equo nel REGIME COMPOSTO determina prioritariamente nel PDA la sequenza di QUOTE CAPITALE e, quindi, conseguentemente, la sequenza di QUOTE INTERESSE è prioritariamente stabilita dall’equazione RATA meno QUOTA CAPITALE.

È pertanto evidente che, da un punto di vista matematico, nel REGIME COMPOSTO NON sussiste la necessità di effettuare alcuna moltiplicazione fra il precedente DEBITO RESIDUO e il tasso annuo o il tasso equivalente periodale nel caso di rimborsi infrannuali. La moltiplicazione, possibile solo nel sistema FRANCESE, è una proprietà matematica del REGIME COMPOSTO che, in maniera alternativa, ridistribuisce nel piano di ammortamento degli INTERESSI EFFETTIVI COMPLESSIVI ANATOCISTICI individuati precedentemente nella 1° FASE con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME ESPONENZIALE.

Di conseguenza, questa moltiplicazione NON può trasformare delle singole QUOTE INTERESSE precisate nel REGIME COMPOSTO in singole QUOTE INTERESSE calcolate nel REGIME SEMPLICE.

Non solo, questa moltiplicazione del sistema FRANCESE NON può trasformare algebricamente il piano di ammortamento in un “separato conteggio” nel REGIME SEMPLICE perché, è indubitabile, che la sequenza di singole QUOTE CAPITALE dipende esclusivamente dal PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO che ha determinato nella 1° FASE espressamente gli INTERESSI EFFETTIVI COMPLESSIVI ANATOCISTICI. Infatti, l’applicazione nella 1° FASE del processo matematico della formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con impostazione iniziale in t_0, evidenzia in maniera lampante che gli INTERESSI EFFETTIVI COMPLESSIVI ANATOCISTICI GENETICI sono dati dalla sommatoria di OGNI DIFFERENZA FRA IL VALORE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA E I SINGOLI VALORI DI CIASCUNA RATA ATTUALIZZATA.

Si rinvia agli articoli BONFERRONI 1937 IL PIANO DI AMMORTAMENTO LINEARE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN t_0, BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ E IL PIANO DI AMMORTAMENTO SONO LE 2 FASI MATEMATICHE DELLA STESSA MEDAGLIA, BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DETERMINA GLI INTERESSI EFFETTIVI, LEVI 1964 PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO e LEVI 1953 CAPITALIZZAZIONE E SUO SIGNIFICATO.

TRIBUNALE DI BARI, SENTENZA DEL 14-07-2020 N. 2168

La dottrina prevalente (DOLMETTA “Rilevanza usuraria sull’anatocismo” pubblicato in www.dirittobancario.it; PANDOLFINI “Divieto di anatocismo e contratto di mutuo bancario”, in Dir. Fall. 2003, II, pag. 562) tende a ricondurre anche gli INTERESSI ANATOCISTICI nell’ambito applicativo della Legge 108/1996 sulla base di alcune considerazioni svolte in particolare con riferimento al tasso di mora. Infatti, tale dottrina evidenzia come l’art 644 comma 4 c.p. comprende, tra gli elementi rilevanti ai fini della valutazione del tasso di interesse usurario, le commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese collegate alla erogazione del credito, tra i quali devono essere ricompresi anche gli INTERESSI ANATOCISTICI.

Secondo DOLMETTA, “La dimostrazione della rilevanza usuraria dell’anatocismo prende avvio con la constatazione – invero di esperienza comune, di per sé stessa – che le relative clausole contrattuali integrano gli estremi della «condizione economica»: ai sensi e per gli effetti, tra l’altro, della norma dell’art. 116 TUB («pubblicità» delle condizioni economiche dei contratti bancari). Le medesime indicazioni della Banca d’Italia si manifestano univoche in proposito. Cfr., così, le Istruzioni di trasparenza del 29 luglio 2009 (p. 14): «qualora un contratto relativo a un’operazione … di finanziamento preveda la capitalizzazione infrannuale degli interessi, il valore del tasso, rapportato su base annua, viene indicato tenendo conto degli effetti della capitalizzazione». Cfr., inoltre, il «Prototipo di foglio informativa del conto corrente offerto ai consumatori» (All. 4A) del 10 febbraio 2011, che come «principali condizioni economiche – voci di costo» inserisce la serie: «spese fisse – spese variabili – interessi somme depositate – fidi e sconfinamenti – capitalizzazione (periodicità) – disponibilità somme versate»”.

Questa tesi è condivisa da alcuni Tribunali di merito, per i quali il limite fissato dal tasso soglia riguarda gli interessi comunque determinati e, quindi, la verifica del superamento del TSU deve considerare anche gli INTERESSI ANATOCISTICI.

In questo senso si è espresso il Tribunale di Bari con la sentenza del 15-07-2020 n. 2168 che ha stabilito che il TEG FINANZIAMENTO per la verifica del superamento del TSU deve essere “elaborato tenendo conto di tutti gli oneri connessi al rapporto contrattuale, ovvero di interessi corrispettivi, moratori, ANATOCISTICI, nonché di tutte le commissioni, spese e provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedano una remunerazione a favore del mutuante, escluse soltanto quelle per imposte e tasse”.

Si rinvia agli articoli TENTATA TRUFFA DEL TASSO CORRISPETTIVO E CRITERI DI QUANTIFICAZIONE, EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLO FASE FISIOLOGICA DEL CONTRATTO, TASSO CORRISPETTIVO: IL REATO-MEZZO DI TRUFFA AGGRAVATO EX ART. 61, COMMA 1, N. 2, C.P. DALLA CONNESSIONE CON IL REATO-FINE DI USURA NEI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO RATEALE e LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ART. 821, COMMA 3, C.C. DETERMINA IL TAROCCAMENTO AL RIALZO DEI TEGM E DEI TSU DEI FINANZIAMENTI RATEALI.