È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA


Si allega un commento articolato da un punto di vista matematico, empirico e giuridico della sentenza del Tribunale di Torino del 30/05/2019 n. 2676 del Dott. Enrico Astuni a confutazione dell’incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile frutto di una manipolazione della VERITÀ MATEMATICA.

Anche la Corte d’Appello di Torino, nelle persone della Dottoressa Renata Silva (Presidente), della Dottoressa Tiziana Maccarrone (Consigliere) e del Dottore Gian Paolo Macagno (Consigliere relatore), hanno stabilito nella sentenza n. 544 del 21/05/2020 che “la censura risulta infondata anche sotto il profilo del mancato rispetto dell’art. 821 c.c., norma che si limita a prevedere che gli interessi-frutti civili “si acquistano giorno per giorno, in ragione della durata del diritto”: la disposizione si limita a prevedere che i frutti crescano con progressione giornaliera e non prescrive affatto che tale progressione sia aritmetica (interesse semplice) anziché geometrica (interesse composto). Neppure da questa norma, in definitiva, può ricavarsi un divieto di utilizzo della formula dell’interesse composto e neppure una “preferenza” legislativa per il metodo dell’interesse semplice”.

Il Dott. Enrico Astuni del Tribunale di Torino continua sia nella sua manipolazione della VERITÀ MATEMATICA sia nella sua incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile illustrata nella sentenza del 30/05/2019 n. 2676 (si rinvia alle precedenti 17 pagine dove si è esaurientemente contestato con dovizia di argomentazioni le farlocche tesi del magistrato torinese).

Infatti, il Dott. Enrico Astuni ha pubblicato le seguenti note il 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” conseguenti al suo intervento in streaming organizzato dal compiacente Dott. Marcelli di ASSOCTU.

Sin dalla prima pagina vi è prova inequivocabile di una volontà manipolativa della VERITÀ MATEMATICA.

Questo schema è lo stesso di quello di pagina 20 del documento pubblicato dal Dott. Marcelli di ASSOCTU.

In primis, il Dott. Enrico Astuni sostiene da un punto di vista matematico che “Il REGIME FINANZIARIO COMPOSTO ricomprende e assimila tre distinte fattispecie operative”: 1) il finanziamento di tipo ZERO COUPON BOND; 2) il finanziamento di tipo BULLET; 3) il finanziamento del sistema FRANCESE della rata costante posticipata. Questa prima affermazione algebrica del Dott. Enrico Astuni è quanto meno parziale perché anche il finanziamento del sistema ITALIANO della rata variabile posticipata è determinato nel REGIME COMPOSTO degli interessi corrispettivi (si rinvia all’articolo VERITÀ MATEMATICHE INCONTROVERTIBILI 3: L’AMMORTAMENTO ITALIANO È DETERMINATO DAGLI INTERMEDIARI NEL REGIME COMPOSTO).

Quanto al finanziamento di tipo ZERO COUPON BOND, il Dott. Enrico Astuni sostiene da un punto di vista matematico che “gli interessi vengono capitalizzati, producendo nuovi interessi” e sono “pagati congiuntamente alla scadenza del capitale” e, quindi, “L’ANATOCISMO è palese, sia in termini di convenzione che di produzione. In altre parole, anche il Dott. Enrico Astuni riconosce la sussistenza dell’ANATOCISMO matematico nel prestito elementare.

Ad esempio, ipotizziamo di dover rimborsare 100 euro prestati al tempo 0 in un’unica soluzione dopo 4 anni al 10% annuale. Se l’operazione è progettata in REGIME COMPOSTO, il valore di rimborso dopo 4 anni sarà pari a euro

mentre se l’operazione è prevista in REGIME SEMPLICE, il valore di rimborso dopo 4 anni sarà pari a euro

In questo caso, anche il Dott. Enrico Astuni NON ha dei dubbi sul fatto che sia palese che la differenza di euro 146,41 – 140,00 = 6,41 è dovuta alla generazione di interessi sugli interessi (ANATOCISMO), dal momento che, a parità di capitale, di tasso e di durata dell’operazione, si ottengono due risultati diversi dello scambio.

Quanto al finanziamento di tipo BULLET, il Dott. Enrico Astuni sostiene, invece, una manipolazione della VERITÀ MATEMATICA perchè si legge nella sua dottrina che in questo tipo di prestito rateale “NON si fa uso del REGIME COMPOSTO e gli interessi maturati vengono interamente pagati periodicamente, ancor prima della scadenza del capitale, con la FORMA SEMPLICE dell’interesse” e, quindi, l’ANATOCISMO matematico “risulta escluso”: si rinvia all’articolo IL BULLET È ANATOCISTICO per un’elementare spiegazione che “smaschera” questa alterazione della VERIDICITÀ ALGEBRICA con un esempio di 100 euro prestati al tempo 0 da rimborsare in 4 anni al 10% annuale dove è dimostrato che il valore dei rimborsi del prestito di tipo BULLET al tempo 4 è pari ad euro 146,41,  cioè esattamente lo stesso importo che si osserva per il prestito elementare di tipo ZERO COUPON BOND da rimborsare in un’unica soluzione a scadenza dopo 4 anni.

Il fariseismo del Dott. Enrico Astuni si manifesta compiutamente nella manipolazione della VERITÀ MATEMATICA quando spiega il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA: si legge nelle note che nel prestito rateale “si prevede ed utilizza il REGIME COMPOSTO per determinare la rata periodica di rimborso; il pagamento periodico degli interessi maturati, viene realizzato, in FORMA SEMPLICE, su tutto il capitale a prescindere dalla scadenza di quest’ultimo, senza alcuna produzione di interessi su interessi e, quindi, l’ANATOCISMO è configurabile come convenzione.”

In sintesi, il Dott. Enrico Astuni sposa la tesi dei Bancari latu sensu che affermano temerariamente nei giudizi civili e penali che il sistema “FRANCESE” ha una RATA COSTANTE POSTICIPATA specificata con le formule del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO ma il conseguenziale PIANO DI AMMORTAMENTO è costruito nel REGIME SEMPLICE degli interessi: per un’elementare spiegazione STORICAMENTE DATATA che “smaschera” questa alterazione della VERITÀ MATEMATICA si rinvia all’articolo PROF. FRANCESCO SOAVE (LUGANO 1743 – PAVIA 1806), all’articolo PROF. A. CASANO DEL 1800, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ E IL PIANO DI AMMORTAMENTO SONO LE 2 FASI MATEMATICHE DELLA STESSA MEDAGLIA, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DETERMINA GLI INTERESSI EFFETTIVI, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PIANO DI AMMORTAMENTO LINEARE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN t_0, all’articolo LEVI 1953 CAPITALIZZAZIONE E SUO SIGNIFICATO, all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO, all’articolo LEVI 1964 PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, all’articolo BONFERRONI 1937, PIANO DI AMMORTAMENTO DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE FINALE IN t_m, all’articolo VAROLI 1983, PIANO DI AMMORTAMENTO DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE FINALE IN t_m, all’articolo BONFERRONI 1937, TASSO NOMINALE, TASSI TECNICI, TASSO EFFETTIVO O REALE e all’articolo RIVISTA ASSOBANK BANCHE&BANCHIERI 2/2015.

Non solo, il fariseismo del Dott. Enrico Astuni si manifesta compiutamente nella manipolazione della VERITÀ MATEMATICA quando spiega il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA perché è noto in dottrina matematica che il prestito a RIMBORSO GRADUALE calcolato nel REGIME COMPOSTO può essere disaggregato in tanti finanziamenti di tipo ZERO COUPON BOND calcolati sempre nel REGIME COMPOSTO: ci si riferisce al testo matematico del Prof. Bonferroni Carlo Emilio, “Fondamenti di Matematica attuariale” del 1937 (si rinvia all’articolo BONFERRONI 1937 QUALSIASI PRESTITO GRADUALE PUÒ ESSERE TRASFORMATO IN MANIERA EQUIVALENTE IN UNA SOMMA DI PRESTITI ELEMENTARI), all’articolo rubricato Sull’anatocismo nell’ammortamento francese di Paola Fersini e Gennaro Olivieri pubblicato nella rivista trimestrale “Banche & Banchieri” dell’Associazione Nazionale delle Banche Private (ASSOBANK) n. 2/2015, all’articolo rubricato Brevi note sulla presunta assenza di anatocismo nei prestiti graduali in Regime Composto, con esempi per l’Ammortamento Francese, Italiano e Bullet di Graziano Aretusi pubblicato sul sito Il Caso.it, all’articolo LA MOLTIPLICAZIONE FRA IL TASSO E IL DEBITO RESIDUO DEL SISTEMA FRANCESE È NEL REGIME COMPOSTO ANCHE NEL PREAMMORTAMENTO DOVE LE QUOTE CAPITALI SONO PARI A ZERO e all’articolo NEI PRESTITI GRADUALI DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA GLI INTERESSI NON SONO ESIGIBILI (PAGATI) PRIMA DELLA LORO MATURAZIONE.

Di seguito un esempio empirico che dimostra che il Dott. Enrico Astuni dichiara il FALSO matematico quando afferma che il sistema “FRANCESE” ha una rata costante posticipata determinata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO (1° FASE) e il suo conseguenziale piano di ammortamento (2° FASE), anziché essere inequivocabilmente nel REGIME ANATOCISTICO, è un “separato conteggio” in REGIME SEMPLICE.

Utilizzando l’esempio empirico precedente, a seguire una tabella che dimostra ulteriormente che se si calcola il valore finanziario dell’operazione ad ogni pagamento di rata del sistema “FRANCESE” confrontandolo con il valore finanziario del MONTANTE del REGIME SEMPLICE, la rata costante posticipata determinata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO (1° FASE) e il suo conseguenziale piano di ammortamento (2° FASE) sono inequivocabilmente nel REGIME ANATOCISTICO perché l’intermediario incassa maggiori INTERESSI CORRISPETTIVI.

Nel ricordare che al Consiglio Superiore della Magistratura il Dott. Enrico Astuni tiene corsi di aggiornamento ad altri giudici con le note del 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese”, si evidenzia che il magistrato torinese riconosce comunque che nei prestiti rateali erogati con il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA l’ANATOCISMO è configurabile come convenzione: secondo l’interpretazione letterale, questo significa che il contratto presenta un regolamento contrattuale che inequivocabilmente stabilisce il REGIME COMPOSTO e che, quest’ultimo, è matematicamente al di là di ogni ragionevole dubbio ANATOCISTICO. In altre parole, il Dott. Enrico Astuni con le note del 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” certifica che la semplice applicazione delle formule del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO genera ANATOCISMO DI TIPO “GENETICO”.

Conseguentemente, al Dott. Enrico Astuni non rimane che mantenere in queste note, per NON valorizzare giuridicamente come illecito il sussistente ANATOCISMO DI TIPO “GENETICO” da lui riconosciuto, l’incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile illustrata nella sentenza del 30/05/2019 n. 2676 e, ulteriormente, concludere questo memorandum affermando che “questa norma ovviamente NON DICE come calcolare i frutti annuali .

In considerazione che il Dott. Enrico Astuni con le note del 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” cita il Dott. Domenico Provenzano giudice del Tribunale di Massa, a seguire le considerazioni giuridiche del giudice toscano rilasciate con l’articolo pubblicato sul Il Caso.it rubricato “Alla ricerca di una sintesi tra matematica e diritto nell’analisi del fenomeno anatocistico nel contratto di mutuo con ammortamento alla francese stilato secondo il regime finanziario della capitalizzazione composta (Nota a Trib. Torino 30 maggio 2019)”.

Si legge nell’articolo del Dott. Domenico Provenzano in merito all’incongruente interpretazione giuridica dell’art. 821, comma 3, codice civile del Dott. Enrico Astuni che “La nozione di “PROGRESSIONE GIORNALIERA”, nella sua genericità, non vale del resto a qualificare, di per sé sola, il regime attraverso il quale maturano gli interessi sulla sorte capitale; interessi che (diversamente dai canoni di locazione) necessitano, ai fini del loro calcolo, per l’appunto dell’individuazione del regime finanziario prescelto. Trattasi, in effetti, di argomento in contrasto con la consolidata giurisprudenza di legittimità in materia e smentito, in chiave ermeneutica, dagli stessi lavori preparatori che precedettero la promulgazione del Codice Civile del 1942, in particolare dalla Relazione del Guardasigilli Grandi, per quanto verrà di seguito precisato; e ciò al di là della considerazione, di ordine logico-letterale, per la quale la locuzione che fa riferimento alla maturazione degli interessi “giorno PER giorno” (non già, in ipotesi, “giorno SU giorno”) pare ben più compatibile con il regime della CAPITALIZZAZIONE SEMPLICE (basato sul principio di proporzionalità e sull’incremento secondo progressione aritmetica) piuttosto che con quello della CAPITALIZZAZIONE COMPOSTA (caratterizzato dalla produzione esponenziale degli interessi secondo progressione geometrica). Lo stesso art. 1284 comma 1 c.c., nello stabilire il saggio legale degli interessi in rapporto all’anno (prescindendo quindi dai tempi della corresponsione degli stessi, ovvero dall’eventuale scadenza infrannuale delle rate, e facendo riferimento esclusivamente alla loro proporzionalità rispetto al capitale finanziato ed alla durata del godimento dello stesso da parte del mutuatario – connotato che caratterizza sul piano economico il concetto di prezzo del finanziamento) – richiama, a ben vedere, il REGIME FINANZIARIO LINEARE, specie ove letto congiuntamente all’art. 1283 c.c.; non a caso, un insigne giurista (R. Sacco “Trattato di Diritto Civile – Il rapporto obbligatorio”, 2015), in linea con la dottrina tradizionale, nell’individuare nella proporzionalità (unitamente all’omogeneità ed alla periodicità) uno dei caratteri tipici dell’obbligazione per interessi, ha avuto modo di sottolineare, per l’appunto, che essi “sono determinati in base all’applicazione di un’aliquota, fissa o variabile, alla somma capitale nel corso del tempo (proporzionalità)

Ovviamente, per non offrire al Dott. Enrico Astuni ulteriori “scappatoie argomentative” per non dichiarare illecita la formula matematica del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO, i finanziati, attraverso i loro avvocati e i loro Consulenti Tecnici di Parte, devono contestare CORRETTAMENTE da un punto di vista matematico, empirico e giuridico i loro prestiti rateali.

Ad esempio, la NON CORRETTA confutazione da un punto di vista matematico, empirico e giuridico del sistema “FRANCESE” è evidente nella sentenza del Tribunale di Torino del 21/09/2020 n. 3225 dove si legge che “L’attrice NON mette in discussione, anzi assume a fondamento della domanda, che la formula matematica nota nella tecnica finanziaria come sistema francese” richiamata nella clausola contrattuale sia quella sopra indicata, tanto da censurarne la nullità precisamente sotto il profilo dell’applicazione dell’interesse composto. La contestazione è espressa in citazione (pag. 13 ss.), deducendo la violazione del divieto di anatocismo poiché vi sarebbe una “più lenta riduzione del debito residuo, indotta dalla prioritaria imputazione dei pagamenti periodici agli interessi di tempo in tempo maturati”, dalla circostanza che “il tasso nominale d’interesse pattuito letteralmente nel contratto di mutuo viene maggiorato nel piano di ammortamento [..] si ha, in tal modo, un aumento del costo effettivo del rapporto, conseguente alla divaricazione fra il tasso nominale e quello effettivo: cresce quest’ultimo con il crescere del frazionamento del pagamento, poiché più sono le rate, più costa il mutuo”, dalla non trasparenza dell’operazione bancaria poiché, prosegue l’attrice, è “necessario che entrambi i tassi siano adeguatamente esposti in contratto per evitare incertezze nell’esecuzione”. Le argomentazioni acquistano maggior spessore in conclusionale (pag. 26 ss.) e s’incentrano, in sostanza, sulla considerazione che la ragione del divieto di anatocismo consiste nella creazione di un argine alla progressione esponenziale del debito per interessi; che tale progressione esponenziale dipende dalla legge di capitalizzazione composta; che conseguentemente l’art. 1283 c.c. debba applicarsi, come norma materiale, anche per il tramite della frode alla legge ex art. 1344 c.c., non soltanto alla fattispecie regolata, ma a ogni altra convenzione (anteriore alla scadenza) che realizzi un risultato economicamente equivalente, di produzione di interessi su interessi”.

Difronte a queste IMPRECISIONI matematiche, empiriche e giuridiche di parte attrice indicate nella sentenza del Tribunale di Torino del 21/09/2020 n. 3225, il Dott. Enrico Astuni ha correttamente stabilito che “La capitalizzazione composta prevista nella FORMULA DI CALCOLO del sistema francese, al fine di calcolare la rata costante che consente la chiusura finanziaria dell’operazione, secondo i dati del problema (capitale, tasso periodale, periodi), appare quindi estranea al campo dell’art. 1283 c.c. e che la domanda di nullità proposta sotto l’angolazione della violazione del divieto ex art. 1283 c.c. deve respingersi.

Ovviamente, per le motivazioni matematiche, empiriche e giuridiche illustrate in precedenza, è contraria all’art. 821, comma 3, codice civile l’affermazione del Dott. Enrico Astuni contenuta nella sentenza del Tribunale di Torino del 21/09/2020 n. 3225 che “con riguardo ai contratti di credito, in particolare al SISTEMA FRANCESE per il calcolo della rata costante del mutuo, la capitalizzazione composta è “solo un modo per calcolare la somma dovuta da una parte all’altra in esecuzione del contratto concluso tra loro; è, in altre parole, una forma di quantificazione di una prestazione”. Infatti, l’art. 821, comma 3, codice civile è una norma imperativa ex art. 1418, comma 1, codice civile condizionante l’autonomia contrattuale delle parti nella determinazione del regolamento pattizio che, quindi, non può essere derogata dalle parti.

Si invita il Dott. Enrico Astuni a leggere, senza preconcetti algebrici, i contributi matematici, empirici e giuridici del TEAM ROBYN HODE nell’articolo IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE, nell’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, nell’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI: se il suo approccio sarà metodologicamente corretto, con l’utilizzo del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO il magistrato torinese potrà comprendere in maniera inequivocabile che nel sistema “FRANCESE” il conseguenziale PIANO DI AMMORTAMENTO NON è costruito nel REGIME SEMPLICE degli interessi.

Il TEAM ROBYN HODE si rammarica che il Dottore Enrico Astuni, la Dottoressa Renata Silva, la Dottoressa Tiziana Maccarrone, il Dottore Gian Paolo Macagno e molti altri giudici non ricercano la verità approfondendo tutto e tutti.

Come scrive il nostro padre costituente Calamandrei in “Elogio di un giudice scritto da un avvocato”, la verità storica è spesso diversa dalla verità processuale.

La gente comune si auspica che l’obiettivo fondamentale del giudice consista nel far emergere la verità storica affinché tra questa e il giudizio finale vi sia una perfetta coincidenza.

Un’unica cosa è certa: la forza della VERITÀ è dirompente, è una valanga che non può essere arrestata.

Si rinvia all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464 che evidenzia ulteriormente la mancanza di ricerca della verità storica da parte di determinata magistratura.