È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA


Anche la La Corte d’Appello di Torino, nelle persone della Dottoressa Renata Silva (Presidente), della Dottoressa Tiziana Maccarrone (Consigliere) e del Dottore Gian Paolo Macagno (Consigliere relatore), hanno stabilito nella sentenza n. 544 del 20/05/2020 che “la censura risulta infondata anche sotto il profilo del mancato rispetto dell’art. 821 c.c., norma che si limita a prevedere che gli interessi-frutti civili “si acquistano giorno per giorno, in ragione della durata del diritto”: la disposizione si limita a prevedere che i frutti crescano con progressione giornaliera e non prescrive affatto che tale progressione sia aritmetica (interesse semplice) anziché geometrica (interesse composto). Neppure da questa norma, in definitiva, può ricavarsi un divieto di utilizzo della formula dell’interesse composto e neppure una “preferenza” legislativa per il metodo dell’interesse semplice”.

Il Dott. Enrico Astuni del Tribunale di Torino continua sia nella sua manipolazione della VERITÀ MATEMATICA sia nella sua incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile illustrata nella sentenza del 30/05/2019 n. 2676 (si rinvia alle precedenti 17 pagine dove si è esaurientemente contestato con dovizia di argomentazioni le farlocche tesi del magistrato torinese).

Infatti, il Dott. Enrico Astuni ha pubblicato le seguenti note il 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” conseguenti al suo intervento in streaming organizzato dal compiacente Dott. Marcelli di ASSOCTU.

Sin dalla prima pagina vi è prova inequivocabile di una volontà manipolativa della VERITÀ.

In primis, si segnala la manipolazione della VERITÀ MATEMATICA nella sua spiegazione del FINANZIAMENTO TIPO BULLET dove si legge che in questo tipo di prestito rateale NON si fa uso del REGIME COMPOSTO e gli interessi maturati vengono interamente pagati periodicamente, ancor prima della scadenza del capitale, con la FORMA SEMPLICE dell’interesse” e, quindi, l’ANATOCISMO risulta escluso: si rinvia all’articolo IL BULLET È ANATOCISTICO per un’elementare spiegazione che “smaschera” questa alterazione della VERIDICITÀ ALGEBRICA.

Il fariseismo del Dott. Enrico Astuni si manifesta compiutamente nella manipolazione della VERITÀ MATEMATICA quando spiega il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA: si legge nelle note che nel prestito rateale “si prevede ed utilizza il REGIME COMPOSTO per determinare la rata periodica di rimborso; il pagamento periodico degli interessi maturati, viene realizzato, in FORMA SEMPLICE, su tutto il capitale a prescindere dalla scadenza di quest’ultimo, senza alcuna produzione di interessi su interessi e, quindi, l’ANATOCISMO è configurabile come convenzione.

In sintesi, il Dott. Enrico Astuni sposa la tesi dei Bancari latu sensu che affermano temerariamente nei giudizi civili e penali che il sistema “FRANCESE” ha una RATA COSTANTE POSTICIPATA specificata con le formule del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO ma il conseguenziale PIANO DI AMMORTAMENTO è costruito nel REGIME SEMPLICE degli interessi: per un’elementare spiegazione STORICAMENTE DATATA che “smaschera” questa alterazione della VERITÀ MATEMATICA si rinvia all’articolo PROF. FRANCESCO SOAVE (LUGANO 1743 – PAVIA 1806), all’articolo PROF. A. CASANO DEL 1800, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ E IL PIANO DI AMMORTAMENTO SONO LE 2 FASI MATEMATICHE DELLA STESSA MEDAGLIA, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DETERMINA GLI INTERESSI EFFETTIVI, all’articolo BONFERRONI 1937 IL PIANO DI AMMORTAMENTO LINEARE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE INIZIALE IN t_0, all’articolo LEVI 1953 CAPITALIZZAZIONE E SUO SIGNIFICATO, all’articolo LEVI 1953-1959 VINCOLO EPOCA DI RIFERIMENTO, all’articolo LEVI 1964 PRINCIPIO DI SCINDIBILITÀ, all’articolo VAROLI 1983, PIANO DI AMMORTAMENTO DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE CON IMPOSTAZIONE FINALE IN t_m, all’articolo RIVISTA ASSOBANK BANCHE&BANCHIERI 2/2015.

Si evidenzia che il Dott. Enrico Astuni riconosce che nei prestiti rateali erogati con il sistema “FRANCESE” della RATA COSTANTE POSTICIPATA l’ANATOCISMO è configurabile come convenzione: secondo l’interpretazione letterale, questo significa che il contratto presenta un regolamento contrattuale che inequivocabilmente stabilisce il REGIME COMPOSTO e che, quest’ultimo, è matematicamente al di là di ogni ragionevole dubbio ANATOCISTICO. In altre parole, Dott. Enrico Astuni con le note del 09 aprile 2020 denominate “Il mal francese” certifica che la semplice applicazione delle formule del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO genera ANATOCISMO DI TIPO “GENETICO”.

Conseguentemente, al Dott. Enrico Astuni non rimane che mantenere in queste note, per NON valorizzare giuridicamente come illecito il sussistente ANATOCISMO DI TIPO “GENETICO” da lui riconosciuto, l’incongruente interpretazione GIURIDICA dell’art. 821, comma 3, codice civile illustrata nella sentenza del 30/05/2019 n. 2676 e, ulteriormente, concludere questo memorandum affermando che “questa norma ovviamente NON DICE come calcolare i frutti annuali .

Si invita il Dott. Enrico Astuni a leggere, senza preconcetti algebrici, anche i contributi matematici, empirici e giuridici del TEAM ROBYN HODE nell’articolo IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE, nell’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI, nell’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI: se il suo approccio sarà metodologicamente corretto, con l’utilizzo del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO il magistrato torinese potrà comprendere in maniera inequivocabile che nel sistema “FRANCESE” il conseguenziale PIANO DI AMMORTAMENTO NON è costruito nel REGIME SEMPLICE degli interessi.

Il TEAM ROBYN HODE si rammarica che il Dottore Enrico Astuni, la Dottoressa Renata Silva, la Dottoressa Tiziana Maccarrone, il Dottore
Gian Paolo Macagno e molti altri giudici non ricercano la verità approfondendo tutto e tutti.

Come scrive il nostro padre costituente Calamandrei in “Elogio di un giudice scritto da un avvocato”, la verità storica è spesso diversa dalla verità processuale.

La gente comune si auspica che l’obiettivo fondamentale del giudice consista nel far emergere la verità storica affinché tra questa e il giudizio finale vi sia una perfetta coincidenza.

Un’unica cosa è certa: la forza della VERITÀ è dirompente, è una valanga che non può essere arrestata.

Si rinvia all’articolo CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464 che evidenzia ulteriormente la mancanza di ricerca della verità storica da parte di determinata magistratura.