IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE


Nel rinviare all’articolo È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA, all’articolo NEI PRESTITI GRADUALI DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA GLI INTERESSI NON SONO ESIGIBILI (PAGATI) PRIMA DELLA LORO MATURAZIONE e all’articolo LA MOLTIPLICAZIONE FRA IL TASSO E IL DEBITO RESIDUO DEL SISTEMA FRANCESE È NEL REGIME COMPOSTO ANCHE NEL PREAMMORTAMENTO DOVE LE QUOTE CAPITALI SONO PARI A ZERO, si allega uno scritto che cerca di semplificare il più possibile le nozioni matematiche, empiriche e giuridiche per dimostrare che il sistema “FRANCESE” della rata costante posticipata è illecito civilmente e penalmente.

Per aiutare a comprendere questa semplificazione si ricorda che da un punto di vista matematico l’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ rappresenta la funzione matematica con la quale si applica l’interesse sul capitale e, quindi, è il REGIME DEGLI INTERESSI applicato. In letteratura matematica, le equazioni del PRINCIPIO DI EQUITÀ note sono quelle del REGIME SEMPLICE e quelle del REGIME COMPOSTO.

Invece, in dottrina matematica per LEGGE DEGLI INTERESSI applicata si intende che oltre a scegliere l’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME DEGLI INTERESSI si fissa anche l’EPOCA DI IMPOSTAZIONE DELL’EQUILIBRIO DELLO SCAMBIO e il TASSO DI INTERESSE: ad esempio, è una LEGGE DEGLI INTERESSI progettare uno scambio con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE con impostazione iniziale in t_0 al tasso annuo del 10% mentre è un’altra LEGGE DEGLI INTERESSI stabilire uno scambio con il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE con impostazione finale in t_m al tasso annuo del 10%. In altre parole, quando varia uno fra il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME DEGLI INTERESSI, l’EPOCA DI IMPOSTAZIONE DELL’EQUILIBRIO DELLO SCAMBIO e il TASSO DI INTERESSE varia la LEGGE DEGLI INTERESSI.

Si deve però osservare che sebbene il solo variare dell’EPOCA DI IMPOSTAZIONE DELL’EQUILIBRIO DELLO SCAMBIO cambi la LEGGE DEGLI INTERESSI, quando si utilizza il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con il medesimo tasso annuo si ottiene il medesimo risultato per effetto della PROPRIETÀ DELLA SCINDIBILITÀ. Invece, con il medesimo tasso annuo, il solo variare dell’EPOCA DI IMPOSTAZIONE DELL’EQUILIBRIO DELLO SCAMBIO quando si utilizza il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE non solo cambia la LEGGE DEGLI INTERESSI ma cambia anche il risultato perché non sussiste la PROPRIETÀ DELLA SCINDIBILITÀ.

Si evidenzia che per i finanziamenti rateali che sono operazioni di medio/lungo termine l’applicazione dell’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO NON rispetta la proporzionalità degli interessi rispetto al capitale e al tempo, dal momento che sviluppa interessi in maniera più che proporzionale al capitale e al tempo. Invece, l’applicazione dell’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE garantisce la diretta proporzionalità dell’interesse rispetto al capitale e al tempo.

Ovviamente, la mancanza della PROPRIETÀ DELLA SCINDIBILITÀ determina che l’applicazione dell’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME SEMPLICE cambia la proporzione di interessi rispetto al tempo fra l’impostazione iniziale in t_0 e l’impostazione finale in t_m al medesimo tasso annuo. Questa circostanza ha una rilevanza laddove si volesse chiudere anticipatamente l’operazione.