PROVE MATEMATICHE, EMPIRICHE E GIURIDICHE A SOSTEGNO DELL’ILLECITÀ DEL PRESTITO ORDINARIO ENTI LOCALI DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI (TASSO FISSO)

Nel rinviare all’articolo CASSA E DEPOSITI E PRESTITI EROGA FINANZIAMENTI RATEALI AGLI ENTI LOCALI NELL’ILLECITO REGIME COMPOSTO DEL SISTEMA FRANCESE (TASSO FISSO), si presenta l’analisi di un contratto di mutuo chirografario a TASSO FISSO in essere fra CDP e un comune italiano.

Il contratto, sottoscritto in data 16/12/2010, prevede una somma erogata di euro 515.000,00 da rimborsarsi in 58 rate semestrali costanti posticipate di euro 16.217,06 determinate applicando il TASSO ANNUO, che rimane FISSO per i 29 anni di prestito, del 4,626% con inizio del periodo di ammortamento in data 31/12/2010.

Il contratto di mutuo chirografario è allegato parzialmente perchè il regolamento pattizio fra CDP e il comune italiano richiama le disposizioni previste dalla Circolare CDP 27 gennaio 2005 n. 1255 in essere alla data di stipulazione del 16/12/2010. In particolare, si legge a pag. 52 della Circolare CDP del 2005 che “Il prestito ordinario a TASSO FISSO è ammortizzato mediante rate costanti, con quote capitale crescenti (metodo FRANCESE). Si riporta la formula da adottare per il calcolo della rata semestrale dei prestiti a tasso fisso:

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dove:
C = importo del prestito
i = tasso di interesse semestrale = tasso nominale annuo/2
n = numero delle rate semestrali di rimborso
”.

Questa formula evidenzia l’uso da parte di CDP della ponderazione dei periodi rateli dell’ANNO COMMERCIALE perché è l’equazione semplificata (vedi nota 1) del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con impostazione iniziale in t_0 che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE. Nello specifico contrattuale, CDP ha usato nel REGIME COMPOSTO il tasso semestrale NON equivalente del 4,626%/2 = 2,313% per determinare la rata pattizia di euro 16.217,06.

A seguire, il prospetto che mostra come questa rata costante posticipata sia stata calcolata dai Bancari latu sensu di CDP con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con il tasso mensile NON equivalente con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Commerciale e, cioè, con la rata 08bis della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

In considerazione che il contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano è datato 16/12/2010, i Bancari latu sensu di CDP hanno violato sia le disposizioni della Banca d’Italia previste con il PROTOTIPO FOGLIO INFORMATIVO che stabilisce che “(5) Se nel piano di ammortamento si applica il regime di capitalizzazione composta degli interessi, la conversione del tasso di interesse annuale i1 nel corrispondente tasso di interesse infrannuale i2 (e viceversa) segue la seguente formula di equivalenza intertemporale i2 = (1+i1)t1/t2 – 1” illustrata dettagliatamente nell’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI sia le disposizioni della CIRCOLARE BANCA D’ITALIA n. 229 del 21 aprile 1999, 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 che ha imposto la metodologia di calcolo dell’Anno Civile “Corretto” (entrambe le regole sono state ribadite nel PROVVEDIMENTO BANCA D’ITALIA del 09/02/2011 n. 50863 in tema di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari – correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”).

Rispettando la NORMATIVA DI TRASPARENZA DELLA BANCA D’ITALIA con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto”, cioè la rata 03 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO, si ottiene la rata costante posticipata di euro 16.119,36 se si impiega il tasso annuo contrattuale del 4,626% con la data di inizio del periodo di ammortamento del 31/12/2010.

Conseguentemente, il comune italiano con l’illecito REGIME COMPOSTO paga in più con le 58 rate semestrali costanti posticipate euro 940.589,48 – 934.922,88 = 5.666,60 (si rinvia all’articolo L’INCASSO AMPLIFICATO NEI FINANZIAMENTI RATEALI DI INTERESSI CORRISPETTIVI PER EFFETTO DI ARTIFICI CONTABILI TRUFFALDINI NEL REGIME COMPOSTO).

Dato che nel contratto del 16/12/2010 sottoscritto fra CDP e il comune italiano non è indicato il TASSO ANNUO EFFETTIVO (TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO o TAN REALE FINANZIAMENTO se vi fosse stato un periodo di preammortamento) e in considerazione che la NORMATIVA DI TRASPARENZA DELLA BANCA D’ITALIA vigente alla data del 16/12/2010 obbliga l’uso del TASSO PERIODALE EQUIVALENTE nel REGIME COMPOSTO degli interessi o l’indicazione del TASSO ANNUO EFFETTIVO, sussiste l’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO del tasso corrispettivo. Infatti, utilizzando correttamente le regole matematiche del PRINCIPIO DI EQUIVALENZA FINANZIARIA per determinare la rata contrattuale di euro 16.217,06 con la data di inizio ammortamento contrattuale del 31/12/2010 occorre impiegare il tasso annuo più alto del 4,680279485987% rispetto al tasso annuo contrattuale del 4,626%. Questo tasso si determina nella sezione B del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

A seguire la tabella che mostra che se si impiega sia la data di inizio del periodo di ammortamento del 31/12/2010 sia il tasso annuo del 4,680279485987% si ottiene la rata costante posticipata contrattuale di euro 16.217,06 solo se si utilizza il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto”, cioè la rata 03 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO.

Si evidenzia che la sanzione corretta dell’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO sancita dalla NORMATIVA DI TRASPARENZA DELLA BANCA D’ITALIA è quella del TASSO NOMINALE MINIMO DEI BOT ANNUALI ex art. 117 del TUB tempo per tempo vigente come anche stabilito dalla CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 07-07-2017 N. 16859, dalla CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 24-12-2020 N. 29576, dalla CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 13-05-2021 N. 12889.

In particolare, il TASSO NOMINALE MINIMO DEI BOT ANNUALI precedente la data del contratto del 16/12/2010 sottoscritto fra CDP e il comune italiano è pari allo 0,795%: conseguentemente, questo è il tasso annuo massimo che può essere applicato per calcolare la SANZIONE SOSTITUTIVA ex art. 117 del TUB tempo per tempo vigente, un tasso che è decisamente più basso del tasso annuo contrattuale del 4,626%.

In considerazione che la data del contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano è del 16/12/2010, per determinare la SANZIONE SOSTITUTIVA occorre utilizzare l’art. 117comma 7TUB in vigore dal 19/09/2010 che prevede che “a) il tasso nominale minimo e quello massimo, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive, dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell’economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto o, se più favorevoli per il clienteemessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione.” Conseguentemente, il TASSO NOMINALE MINIMO DEI BOT ANNUALI precedente ad ogni pagamento può essere inferiore a quello precedente la data del contratto del 16/12/2010 sottoscritto fra CDP e il comune italiano, cioè a quello dello 0,795%.

A seguire la tabella che mostra alla data dell’articolo 14-06-2021 i TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili per determinare la SANZIONE SOSTITUTIVA ex art. 117 del TUB tempo per tempo vigente: si evidenzia che a far data del pagamento del 31/12/2015 previsto dal contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano, i TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili evidenziano una percentuale inferiore allo 0,00%.

La SANZIONE SOSTITUTIVA ex art. 117 del TUB dell’INDETERMINATEZZA IN COMPOSTO calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” (rata 03 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO) che tiene conto per il contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano dei TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili già noti e utilizza per i pagamenti successivi il tasso annuo massimo dello 0,795%, consente un risparmio per le casse comunali di euro 388.057,92 rispetto ai previsti interessi corrispettivi richiesti dai Bancari latu sensu di CDP di euro 425.589,48. Se, invece, per i pagamenti successivi dove i TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili NON sono noti si utilizza il tasso annuo minimo dello 0,00%, il risparmio per le casse comunali è pari ad euro 412.369,26 rispetto ai previsti interessi corrispettivi richiesti dai Bancari latu sensu di CDP di euro 425.589,48.

In considerazione che il finanziamento rateale a TASSO FISSO del contratto del 16/12/2010 sottoscritto fra CDP e il comune italiano è stato previsto nel REGIME COMPOSTO del sistema FRANCESE in violazione dell’art. 821, comma 3, c.c. e visto che nel regolamento pattizio e nella Circolare CDP 27 gennaio 2005 n. 1255 non c’è la norma del necessario vincolo di “un’epoca di riferimento”, la rata costante posticipata del REGIME COMPOSTO con impostazione iniziale in t_0 di euro 16.217,06 determinata con le regole imposte da CDP ha un TASSO ANNUO EFFETTIVO o TAN REALE SOLO AMMORTAMENTO con la data di inizio ammortamento del 31/12/2010 e la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” del 6,7746761475706% nel REGIME SEMPLICE con impostazione iniziale in t_0 e del 27,819483354197% nel REGIME SEMPLICE con impostazione finale in t_m. In altre parole, per determinare la rata costante posticipata contrattuale di euro 16.217,06 con la rata 09A della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO occorre impiegare il tasso annuo del 6,7746761475706% mentre per precisare la rata costante posticipata contrattuale di euro 16.217,06 con la rata 12 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO occorre impiegare il tasso annuo del 27,819483354197%.

Conseguentemente, dato che il tasso annuo contrattuale è del 4,626%, entrambe queste due aliquote più alte evidenziano l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE del tasso annuo corrispettivo previsto dal regolamento pattizio fra CDP e il comune italiano a causa della violazione del mai derogato art. 821, comma 3, c.c. che stabilisce l’applicazione del REGIME SEMPLICE e la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO”.

La SANZIONE SOSTITUTIVA ex art. 117 del TUB dell’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE  del tasso corrispettivo calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” (rata 09A della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO) che tiene conto per il contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano dei TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili già noti e utilizza per i pagamenti successivi il tasso annuo massimo dello 0,795%, consente un risparmio per le casse comunali di euro 390.988,48 rispetto ai previsti interessi corrispettivi richiesti dai Bancari latu sensu di CDP di euro 425.589,48. Se, invece, per i pagamenti successivi dove i TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili NON sono noti si utilizza il tasso annuo minimo dello 0,00%, il risparmio per le casse comunali è pari ad euro 412.461,86 rispetto ai previsti interessi corrispettivi richiesti dai Bancari latu sensu di CDP di euro 425.589,48.

La SANZIONE SOSTITUTIVA ex art. 117 del TUB dell’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE  del tasso corrispettivo calcolata con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi giornalieri equivalenti con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” (rata 12 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO) che tiene conto per il contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano dei TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili già noti e utilizza per i pagamenti successivi il tasso annuo massimo dello 0,795%, consente un risparmio per le casse comunali di euro 392.289,09 rispetto ai previsti interessi corrispettivi richiesti dai Bancari latu sensu di CDP di euro 425.589,48. Se, invece, per i pagamenti successivi dove i TASSI NOMINALI MINIMI DEI BOT ANNUALI applicabili NON sono noti si utilizza il tasso annuo minimo dello 0,00%, il risparmio per le casse comunali è pari ad euro 414.490,30 rispetto ai previsti interessi corrispettivi richiesti dai Bancari latu sensu di CDP di euro 425.589,48.

Nel rinviare all’articolo È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA e all’articolo IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE, visto che nel regolamento pattizio del contratto sottoscritto fra CDP e il comune italiano e nella Circolare CDP 27 gennaio 2005 n. 1255 non c’è la norma del necessario vincolo di “un’epoca di riferimento”, si evidenzia che con il tasso annuo contrattuale del 4,626%, con la data di inizio dell’ammortamento del 31/12/2010 e con la ponderazione dei periodi rateali dell’Anno Civile “Corretto” si ottiene una rata costante posticipata di euro 14.109,19 nel REGIME SEMPLICE con impostazione iniziale in t_0 (rata 09A della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO) e di euro 12.530,20 nel REGIME SEMPLICE con impostazione finale in t_m (rata 12 della sezione A del SOFTWARE GRATUITO DI CALCOLO).

Il comune, visto il TASSO FISSO, deve rimborsare in 29 anni 515.000,00 + 425.589,48 = 940.589,48.

Se viene riconosciuta la violazione dell’art. 821, comma 3, c.c., il differenziale fra semplice e composto (TRUFFA CONSUMATA) che è incassato illecitamente dai Bancari latu sensu di CDP è di euro 940.589,48818.333,02 = 122.256,46 se si usa la rata del REGIME SEMPLICE con impostazione iniziale in t_0 e di euro 940.589,48726.751,60 = 213.837,88 se si usa la rata del REGIME SEMPLICE con impostazione finale in t_m.

Conseguentemente, perché il MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE consente che CDP TRUFFI I RISPARMI DI TUTTI I CITTADINI stabilendo modalità di rimborso dei PRESTITI ORDINARI in violazione del mai derogato art. 821, comma 3, c.c. che stabilisce l’applicazione del REGIME SEMPLICE e la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO”?

Inoltre, perché i responsabili del MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in concorso morale con i Bancari latu sensu della Banca d’Italia, consentono che CDP ponga in essere il reato di AUTORICICLAGGIO per aver scientemente previsto le modalità di rimborso truffaldine dei PRESTITI ORDINARI?

Alla luce dei dati concreti sopra evidenziati di questo comune italiano, ci auguriamo che gli amministratori locali si attivino a favore dei propri concittadini per il vantaggio di quest’ultimi.

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(1) A seguire, l’illustrazione matematica dell’equazione semplificata del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con impostazione iniziale in t_0 che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE.

Si rinvia all’articolo MORICONI 1994 IL PIANO DI AMMORTAMENTO FRANCESE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME COMPOSTO SI DETERMINA PRIORITARIAMENTE CON “A FIGURATO M AL TASSO I”.