TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Il Dottor. Provenzano ha rilasciato una nuova sentenza che certifica che il sistema “Francese” della rata costante posticipata è illecito sulle basi di quanto illustrato nell’articolo È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA (in particolare si segnalano nel corpo della decisione le argomentazioni da pagina 18 a pagina 24 che si possono in estrema sintesi illustrare con il principio di diritto espresso dal magistrato che dal “… (…) … combinato disposto di cui agli artt. 1283, 1184, comma 1, primo inciso e 821 comma 3 c.c. è dato da evincere che il Legislatore del 1942 ha adottato un modello legale tipico di produzione degli interessi, corrispondente – in chiave matematico-finanziaria – a quello del regime di capitalizzazione semplice … (…) …)“.

Inoltre, nel rinviare all’articolo ESEMPIO DI INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO CONTRATTUALE SIA NEL REGIME COMPOSTO SIA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI (MUTUO), la sentenza n. 384/2020 conferma che il sistema “Francese” della rata costante posticipata genera sia l’INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO NEL REGIME COMPOSTO sia l’INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO NEL REGIME SEMPLICE (in particolare si segnalano nel corpo della decisione le argomentazioni da pagina 51 a pagina 61)

Ancora, la sentenza n. 384/2020 stabilisce da pagina 61 che il costo illecito ANATOCISTICO, cioè quello risultante dalla differenza algebrica fra l’importo conseguente all’applicazione dell’illegale ex art. 821, comma 3, c.c. Principio di Equità del Regime Composto e il totale specificato con l’utilizzo del lecito Principio di Equità del Regime Semplice, deve essere valutato ai fini usura (si rinvia all’articolo TASSO CORRISPETTIVO: IL REATO-MEZZO DI TRUFFA AGGRAVATO EX ART. 61, COMMA 1, N. 2, C.P. DALLA CONNESSIONE CON IL REATO-FINE DI USURA NEI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO RATEALE e all’articolo TENTATA TRUFFA DEL TASSO CORRISPETTIVO E CRITERI DI QUANTIFICAZIONE) .

In altre parole, la sommatoria delle differenze di tutte le rate in Composto del sistema “Francese” previste dal contratto e le rate in Semplice che avrebbero dovuto essere stabilite dalla convenzione pattizia ex art. 821, comma, c.c. è un costo illecito collegato all’erogazione del credito ex art. 644 c.p. da utilizzare per la determinazione del TEG del finanziamento rateale ai fini della verifica del superamento del TSU.

TRIBUNALE DI BARI, SENTENZA DEL 14-07-2020 N. 2168

La dottrina prevalente (DOLMETTA “Rilevanza usuraria sull’anatocismo” pubblicato in www.dirittobancario.it; PANDOLFINI “Divieto di anatocismo e contratto di mutuo bancario”, in Dir. Fall. 2003, II, pag. 562) tende a ricondurre anche gli INTERESSI ANATOCISTICI nell’ambito applicativo della Legge 108/1996 sulla base di alcune considerazioni svolte in particolare con riferimento al tasso di mora. Infatti, tale dottrina evidenzia come l’art 644 comma 4 c.p. comprende, tra gli elementi rilevanti ai fini della valutazione del tasso di interesse usurario, le commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese collegate alla erogazione del credito, tra i quali devono essere ricompresi anche gli INTERESSI ANATOCISTICI.

Secondo DOLMETTA, “La dimostrazione della rilevanza usuraria dell’anatocismo prende avvio con la constatazione – invero di esperienza comune, di per sé stessa – che le relative clausole contrattuali integrano gli estremi della «condizione economica»: ai sensi e per gli effetti, tra l’altro, della norma dell’art. 116 TUB («pubblicità» delle condizioni economiche dei contratti bancari). Le medesime indicazioni della Banca d’Italia si manifestano univoche in proposito. Cfr., così, le Istruzioni di trasparenza del 29 luglio 2009 (p. 14): «qualora un contratto relativo a un’operazione … di finanziamento preveda la capitalizzazione infrannuale degli interessi, il valore del tasso, rapportato su base annua, viene indicato tenendo conto degli effetti della capitalizzazione». Cfr., inoltre, il «Prototipo di foglio informativa del conto corrente offerto ai consumatori» (All. 4A) del 10 febbraio 2011, che come «principali condizioni economiche – voci di costo» inserisce la serie: «spese fisse – spese variabili – interessi somme depositate – fidi e sconfinamenti – capitalizzazione (periodicità) – disponibilità somme versate»”.

Questa tesi è condivisa da alcuni Tribunali di merito, per i quali il limite fissato dal tasso soglia riguarda gli interessi comunque determinati e, quindi, la verifica del superamento del TSU deve considerare anche gli INTERESSI ANATOCISTICI.

In questo senso si è espresso il Tribunale di Bari con la sentenza del 15-07-2020 n. 2168 che ha stabilito che il TEG FINANZIAMENTO per la verifica del superamento del TSU deve essere “elaborato tenendo conto di tutti gli oneri connessi al rapporto contrattuale, ovvero di interessi corrispettivi, moratori, ANATOCISTICI, nonché di tutte le commissioni, spese e provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedano una remunerazione a favore del mutuante, escluse soltanto quelle per imposte e tasse”.

Si rinvia agli articoli TENTATA TRUFFA DEL TASSO CORRISPETTIVO E CRITERI DI QUANTIFICAZIONE, EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLO FASE FISIOLOGICA DEL CONTRATTO, TASSO CORRISPETTIVO: IL REATO-MEZZO DI TRUFFA AGGRAVATO EX ART. 61, COMMA 1, N. 2, C.P. DALLA CONNESSIONE CON IL REATO-FINE DI USURA NEI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO RATEALE e LA VIOLAZIONE SISTEMATICA DELL’ART. 821, COMMA 3, C.C. DETERMINA IL TAROCCAMENTO AL RIALZO DEI TEGM E DEI TSU DEI FINANZIAMENTI RATEALI.

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L’art. 821, comma 3, Codice Civile sancisce il Regime Semplice

CASSAZIONE CIVILE, SENTENZE ARTICOLO 821, COMMA 3, C.C..

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TRIBUNALE DI PRATO, SENTENZA DEL 17-06-2020 N. 250

Secondo il Giudice di Prato Dott. Michele Sirgiovanni deve essere applicata la corretta sanzione civile ex art. 117 TUB se il contratto di mutuo a SAL che prevede il REGIME COMPOSTO del sistema FRANCESE presenta un’indeterminatezza in generale del tasso corrispettivo per violazione sia della normativa in generale che di quella di trasparenza.

Nella fattispecie concreta, il CTU Dott. Cristian Bartoletti ha evidenziato che “Dalla contabile che la banca ha fatto sottoscrivere all’azienda, si legge ammortamento Francese… e segue un piano di ammortamento del capitale alle varie date con la quota residuale. Se poi esaminiamo le condizioni contrattuali si ritrova una ulteriore criticità: il tasso pattizio è differente da quello applicato per l’ammortamento del capitale. Nell’allegato A del fascicolo di parte banca vi è come ho sopra menzionato, un piano di ammortamento con le rate del capitale residuo…. Mentre il piano di ammortamento presentato non segue l’ammortamento del capitale come da allegato A della banca sopra riportato, ma segue un andamento molto simile ad un ammortamento alla francese con tasso di interesse al 10% che nello schema seguente viene riportato. Come è evidente il piano di ammortamento allegato è del tutto difforme da quello contrattuale”.

Conseguentemente, il Giudice di Prato Dott. Michele Sirgiovanni ha stabilito che “La mancata conformità del piano di ammortamento applicato a quello desumibile dalla regolamentazione contrattuale, porta alla conclusione della fondatezza del profilo di nullità parziale concernente la determinazione degli interessi corrispettivi e di mora, in violazione dei principi di trasparenza sottesa alla disciplina normativa richiamata dagli opponenti. In considerazione dell’applicazione del criterio fissato dall’art 117 , comma 7, TUB, il CTU ha effettuato una rielaborazione considerando in fase di ricalcolo l’applicazione del tasso sostitutivo ai sensi dell’art. 117 TUB”.