CASSAZIONE CIVILE, SENTENZE ARTICOLO 821, COMMA 3, C.C..

CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 19-07-2012 CAUSA C-591-10

Si ricorda che il diritto comunitario non impone né il REGIME SEMPLICE né il REGIME COMPOSTO. Si evidenzia, a questo proposito, la decisione della CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 19-07-2012 CAUSA C-591-10 dove si ribadisce che Spetta al diritto nazionale stabilire, nel rispetto dei principi di effettività e di equivalenza, se alla somma in sorte capitale debbano essere applicati interessi secondo il sistema degli interessi semplici ovvero secondo il sistema degli interessi composti, o, ancora, secondo un altro sistema di applicazione di interessi“.

CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE 1, SENTENZA DEL 27-01-1964 N. 191

Si legge nella massima che “In tema di maturazione degli interessi il periodo normale preso a base per il calcolo di essi e il giorno. A norma dell’art. 821 cod. civ., i frutti civili (tra i quali sono compresi gli interessi dei capitali) si acquistano giorno per giorno. Pertanto, poichè l’art. 1284 cod. civ. stabilisce che il saggio degli interessi legali e il cinque per cento in ragione di anno, ove occorra determinare l’importo degli interessi per un periodo inferiore all’anno, bisogna dividere l’importo degli interessi annuali per il numero dei giorni che compongono l’anno e moltiplicare il quoziente per il numero dei giorni da considerare“.

CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE 1, SENTENZA DEL 25-10-1972 N. 3224

Si legge nella massima che ove occorra determinare l’importo degli interessi per un periodo inferiore all’anno, bisogna dividere l’importo degli interessi annuali per il numero dei giorni che compongono l’anno e moltiplicare il quoziente per il numero dei giorni da considerare (V 191 ’64)”.

CASSAZIONE CIVILE, SEZIONI UNITE, SENTENZA DEL 23-11-1974 N. 3797

Si legge nella sentenza che “Salvo, quindi, quanto riguarda la misura, che è fissata in deroga alla norma dell’art. 1284, 1° comma, cod. civ., la norma si inquadra nell’ambito della normativa generale del debito di interessi, e pertanto anche nell’ambito di applicabilità della regola contenuta nell’art. 821, ult. comma, cod, civile. Anche il debito di interessi, ivi previsto, si applica, dunque, il principio generale, già precisato da questa corte (Cass. 27 gennaio 1964, n. 191), secondo cui il periodo normale preso a base per il calcolo è il giorno, di guisa che, ove occorra determinare l’importo degli interessi per un periodo inferiore all’anno, bisogna dividere l’importo degli interessi annuali per il numero dei giorni che com­pongono l’anno e moltiplicare il quoziente per il numero dei giorni da considerare“.

CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE TRIBUTARIA, SENTENZA DEL 07-10-2011 N. 20600

Si legge nella sentenza che “Il saggio di interesse costituisce, infatti, la misura della fecondità del denaro (predeterminata ex lege o stabilita dalla autonomia negoziale) ed è normalmente determinato con espressione numerica percentuale in funzione della durata della disponibilità e dell’ammontare della somma dovuta o del capitale (cfr. art. 1284 c.c., comma 1), ed opera, pertanto, su un piano distinto dalla disciplina giuridica della modalità di acquisto del diritto, fornendo il criterio di liquidazione
monetaria dello stesso indipendentemente dal periodo – corrispondente od inferiore all’anno – da assumere a base del conteggio (nel caso in cui occorra determinare, sulla base di un saggio di interesse stabilito in ragione di anno, l’importo degli interessi per un periodo inferiore, bisogna dividere l’ammontare degli interessi annuali per il numero di giorni che compongono l’anno e moltiplicare il quoziente per il numero dei giorni da considerare)”.

Le prime pronunce dei giudici di merito che hanno ribadito che l’art. 821, comma 3, c.c. impone l’applicazione del REGIME SEMPLICE e, conseguentemente, vieta il REGIME COMPOSTO, sono quelle del TRIBUNALE DI BARI, SENTENZA DEL 29-10-2008 N. 113 e del TRIBUNALE DI LARINO-TERMOLI, SENTENZA DEL 03-05-2012 N. 119. In entrambe le sentenze si legge che il sistema FRANCESE è “un metodo che comporta la restituzione degli interessi con una proporzione più elevata in quanto contiene una formula di matematica attuariale, giusta la quale l’interesse applicato è quello composto e già non quello semplice (previsto dal nostro codice civile all’art. 821, comma 3).

TRIBUNALE DI BARI, SENTENZA DEL 29-10-2008 N. 113

TRIBUNALE DI LARINO-TERMOLI, SENTENZA DEL 03-05-2012 N. 119