GLI INTERMEDIARI NEI PRESTITI RATEALI A TASSO VARIABILE EROGATI CON IL SISTEMA FRANCESE MANIPOLANO LE REGOLE MATEMATICHE E CONTRATTUALI

Nel rinviare all’articolo MORICONI 1994 IL PIANO DI AMMORTAMENTO FRANCESE DELLA RATA CALCOLATA CON IL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME COMPOSTO SI DETERMINA PRIORITARIAMENTE CON “A FIGURATO M AL TASSO I”, all’articolo LA MOLTIPLICAZIONE FRA IL TASSO E IL DEBITO RESIDUO DEL SISTEMA FRANCESE È NEL REGIME COMPOSTO ANCHE NEL PREAMMORTAMENTO DOVE LE QUOTE CAPITALI SONO PARI A ZERO, all’articolo È INEQUIVOCABILE CHE L’ART. 821 C.C. PRESCRIVE L’UTILIZZO DELLA FORMULA DEL PRINCIPIO DI EQUITÀ DEL REGIME SEMPLICE DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA, all’articolo NEI PRESTITI GRADUALI DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA GLI INTERESSI NON SONO ESIGIBILI (PAGATI) PRIMA DELLA LORO MATURAZIONE, all’articolo IL PIANO DI AMMORTAMENTO “FRANCESE” DELLA RATA COSTANTE POSTICIPATA È ILLECITO CIVILMENTE E PENALMENTE, all’articolo PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI e all’articolo INDETERMINATEZZA DEL TASSO CORRISPETTIVO NEL REGIME COMPOSTO NORMATIVA, si evidenziano i dati di un mutuo a TASSO VARIABILE dove la rata costante posticipata AVREBBE DOVUTO ESSERE calcolata con l’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) e vari e diversi tassi NON equivalenti periodali conseguenti ai fattori positivi di periodicità q_k non identici delle scale temporali diverse da quella giornaliera, cioè un contratto dove i Bancari latu sensu hanno previsto norme nel regolamento pattizio che prevedono l’impiego della seguente formula generalizzata

dove i’_k è il tasso NON equivalente periodale di uno specifico periodo di ammortamento e

è la serie dei tassi NON equivalenti periodali da utilizzare per ogni singola attualizzazione, ma poi, nella fase di esecuzione del contratto, gli stessi hanno “manipolato la matematica” determinando le QUOTE CAPITALI conseguenti all’applicazione dell’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME COMPOSTO che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE (360/360)l’UNICO tass0 NON equivalente periodale e, precisando poi, le QUOTE INTERESSI con il metodo di conteggio dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360).

Nel rinviare all’articolo GLI INTERMEDIARI CON IL SISTEMA FRANCESE USANO LE PONDERAZIONI DEI PERIODI RATEALI DIVERSE DA QUELLA DELL’ANNO COMMERCIALE, nell’atto di mutuo del 11/09/2006 riguardante una erogazione da parte di Sanpaolo Imi SPA di euro 190.000,00, oltre a prevedere espressamente per gli INTERESSI CORRISPETTIVI un periodo di PREAMMORTAMENTO dal 11/09/2006 al 31/10/2006 e un periodo di AMMORTAMENTO dal 01/11/2006 al 01/11/2036 in quanto la 1° rata è da “pagarsi l’1 dicembre 2006”, si legge che “la parte mutuataria si obbliga a rimborsare il capitale mutuato mediante il pagamento di 360 (trecentosessanta) rate mensili posticipate, comprensive oltre che di una quota di ammortamento del capitale anche degli interessi periodicamente dovuti al tasso indicato nel successivo art. 4 comma 1” e si determina che “le rate di ammortamento del mutuo saranno rideterminate ogni mese. Esse saranno calcolate con il sistema dell’ammortamento di un prestito a rate costanti (basato sulla formula nota nella tecnica finanziaria come sistema francese), assumendo i seguenti dati: – tasso: rideterminato ogni mese con le modalità di cui al successivo art. 4 comma 1; – capitale: residuo in linea capitale risultante dopo la scadenza della rata relativa al mese precedente; – durata: numero residuo dei mesi di durata del mutuo.” Inoltre, si precisa che “gli interessi, per il periodo di ammortamento del mutuo, saranno calcolati in base all’effettivo numero di giorni trascorsi e con divisore fisso 36.000e che “il tasso mensile, dovuto per il periodo di ammortamento e pagabile in via posticipata, è pari ad un dodicesimo del tasso nominale annuo risultante dalla somma dei seguenti addendi: a) tasso lettera nominale annuo per i depositi interbancari in euro a tre mesi (base 360) … (…) … del secondo giorno lavorativo bancario antecedente la data di decorrenza di ciascuna rata (attualmente pari al 3,256% annuo) … (…) … b) spread nominale annuo fisso di 1,65 punti percentuali.

L’atto di mutuo del 11/09/2006 di Sanpaolo Imi SPA NON è esaustivo, da un punto di vista MATEMATICO, di tutte le clausole necessarie per la corretta determinazione della rata contrattuale perché manca l’importo della rata mensile posticipata contrattuale o del piano di ammortamento della stessa discendente dal TASSO ANNUO CORRISPETTIVO PATTIZIO del 4,906% frutto della somma algebrica fra il “tasso lettera nominale annuo per i depositi interbancari in euro a tre mesi (base 360) … (…) … del secondo giorno lavorativo bancario antecedente la data di decorrenza di ciascuna rata (attualmente pari al 3,256% annuo)” e lo spread nominale annuo fisso di 1,65 punti percentuali.

Sono invece presenti le clausole: 1) della SOMMA EROGATA di euro 190.000,00; 2) della data di inizio ammortamento del 01/11/2006; 3) della durata del prestito di 360 rate mensili posticipate; 4) del metodo di conteggio o di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) con la norma “in base all’effettivo numero di giorni trascorsi e con divisore fisso 36.000; 5) dell’impiego del tasso NON equivalente periodale nel REGIME COMPOSTO con la norma “il tasso mensile, dovuto per il periodo di ammortamento e pagabile in via posticipata, è pari ad un dodicesimo del tasso nominale annuo”; 6) della modalità di determinazione della rata mensile posticipata contrattuale con l’equazione del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO, cioè la formula nota nella tecnica finanziaria come sistema francese; 7) della metodologia del PDA FRANCESE “NUOVO AD OGNI RATA” che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) con la norma “assumendo i seguenti dati: – tasso: rideterminato ogni mese con le modalità di cui al successivo art. 4 comma 1; – capitale: residuo in linea capitale risultante dopo la scadenza della rata relativa al mese precedente; – durata: numero residuo dei mesi di durata del mutuo.”

Dall’analisi della 1° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/12/2006 e della 2° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/01/2007 inviate al cliente successivamente all’atto di mutuo del 11/09/2006 si può già desumere che il regolamento contrattuale NON è stato, da un punto di vista MATEMATICO, correttamente applicato nella determinazione della rata contrattuale.

QUIETANZE DEI PAGAMENTI dal 01/12/2006 al 01/07/2007.

Dette disposizioni dei due meccanismi secondari di anatocismo del tasso NON equivalente periodale nel REGIME COMPOSTO e del metodo di conteggio o di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) sono state predisposte in maniera distinta per ottenere delle risultanze matematiche più favorevoli all’intermediario.

In altre parole, dall’analisi della 1° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/12/2006 che prevede per l’AMMORTAMENTO un tasso NON equivalente mensile dello 0,43420400% discendente dal 1° TASSO VARIABILE del 0,43420400% x 12 = 5,210880% come da calcolo previsto dall’applicazione della singola norma pattizia, si evidenzia che i Bancari latu sensu anziché adoperare il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) e vari e diversi tassi NON equivalenti periodali conseguente al combinato disposto delle due norme contrattuali, arbitrariamente utilizzano il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE (360/360) (non prevista in contratto) con l’UNICO tass0 NON equivalente mensile dello 0,43420400%: infatti, la 1° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/12/2006 ha la QUOTA CAPITALE QC1 di euro 219,53 del PDA FRANCESE ANNO COMMERCIALE (360/360) conseguenziale alla determinazione della rata costante posticipata di euro 1.044,59 anziché la QUOTA CAPITALE QC1 di euro 228,40 del PDA FRANCESE ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) conseguenziale alla determinazione della rata costante posticipata di euro 1.053,46.

Si segnala che la rata mensile posticipata di euro 1.044,59 può essere calcolata anche con il nostro SOFTWARE GRATUITO DEL SITO se nella sezione A si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO della scelta 08bis mentre la rata costante posticipata di euro 1.053,46 è stata calcolata con il nostro SOFTWARE DI CALCOLO IN LOCALE perché il SOFTWARE GRATUITO DEL SITO non prevede questa tipologia di rata.

Questo arbitrario utilizzo contrario alle indicazioni contrattuali si concreta anche nelle QUIETANZE successive e, quindi, i Bancari latu sensu anziché adoperare la stabilita illecita metodologia del PDA FRANCESE “NUOVO AD OGNI RATA” che usa l’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360), abitualmente impiegano quella che usa la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO COMMERCIALE (360/360). Così facendo, dopo aver indicato in ogni QUIETANZA “il tasso mensile … (…) … pari ad un dodicesimo del tasso nominale annuo risultante dalla somma dei seguenti addendi …(…)…”, utilizzano il TASSO ANNUO VARIABILE allo scopo di individuare ogni volta la nuova QUOTA CAPITALE QC1 della nuova RATA, “buttano via” la conseguenziale QUOTA INTERESSI QI1 frutto dell’equazione RATA ANNO COMMERCIALE (360/360) meno QC1 e “giocano” con la matematica moltiplicando il DEBITO RESIDUO della rata precedente per l’effettivo numero di giorni trascorsi e con divisore fisso 36.000, cioè usando la formula

Questo modo di agire deve essere considerato un “gioco matematicotruffaldino perché, per calcolare la nuova QUOTA INTERESSI QI1, si usano dolosamente i DEBITI RESIDUI diversi dell’ANNO COMMERCIALE (360/360) invece che quelli dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360): ad esempio, la 1° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/12/2006 riporta il DEBITO RESIDUO ANNO COMMERCIALE (360/360) più alto di euro 190.000,00 – 219,53 = 189.780,47 anziché il previsto DEBITO RESIDUO ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) più basso di euro 190.000,00 – 228,40 = 189.771,60.

Se si sviluppa il PDA FRANCESE “NUOVO AD OGNI RATA” sia quello dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) che quello dell’ANNO COMMERCIALE (360/360) con il TASSO ANNUO del 0,4397500% x 12 =5,277% della 2° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/01/2007, la 2° RATA ANNO COMMERCIALE (360/360) di euro 1.052,35 presenta il PDA conseguenziale che ha esattamente la QUOTA CAPITALE QC1 di euro 217,79 e il DEBITO RESIDUO DR1 di euro 189.562,68 indicati nella contabile di addebito dei Bancari latu sensu: ora, applicando la formula contrattuale per calcolare la QUOTA INTERESSI, gli stessi hanno ottenuto euro

cioè l’importo indicato nella 2° QUIETANZA DI PAGAMENTO del 01/01/2007. Invece, se fosse stata applicata dai Bancari latu sensu la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 e 366/360) insieme ai vari e diversi tassi NON equivalenti periodali conseguente al combinato disposto delle due norme contrattuali, la RATA del REGIME COMPOSTO sarebbe stata pari ad euro 1.061,37 e il suo conseguenziale PDA avrebbe avuto la QUOTA INTERESSE QI1 di euro 862,34: conseguentemente, è provato l’incasso truffaldino da parte di Sanpaolo Imi SPA di ulteriori e ingiustificati 862,38 – 862,34 = 0,04 euro.

Si segnala che la rata mensile posticipata di euro 1.052,35 può essere calcolata anche con il nostro SOFTWARE GRATUITO DEL SITO se nella sezione A si impiega il PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO della scelta 08bis mentre la rata costante posticipata di euro 1.061,37 è stata calcolata con il nostro SOFTWARE DI CALCOLO IN LOCALE perché il SOFTWARE GRATUITO DEL SITO non prevede questa tipologia di rata.

In considerazione che, da una parte, il regolamento contrattuale NON è esaustivo, da un punto di vista MATEMATICO, di tutte le clausole necessarie per la corretta determinazione della rata contrattuale e, dall’altra, che lo stesso NON è stato, da un punto di vista MATEMATICO, correttamente applicato nella determinazione della rata contrattuale, sussiste l’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE IN GENERALE ex art. 117, comma 4, del TUB della clausola del TASSO CORRISPETTIVO.

Non solo, dato che è stata prevista pattiziamente dai Bancari latu sensu il calcolo della rata mensile posticipata con la formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO, cioè la formula nota nella tecnica finanziaria come sistema francese che usa il metodo di conteggio o di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 366/360) insieme alla serie dei tassi NON equivalenti periodali, gli stessi avrebbero dovuto prevedere nel regolamento contrattuale ex art. 117, comma 4, del TUB ed ex Normativa di Trasparenza della Banca d’Italia anche il TASSO ANNUO EFFETTIVO o TAN REALE FINANZIAMENTO visto che il contratto stabilisce un periodo di PREAMMORTAMENTO TECNICO dal 11/09/2006 al 31/10/2006.

In altre parole, sussiste una divergenza nel REGIME COMPOSTO degli interessi (intesa come non identica percentuale da calcolarsi con la modalità di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” ex art. 821comma 3c.c.tra il globale TASSO NOMINALE CORRISPETTIVO convenzionalmente stabilito (per determinarlo, occorre tenere conto della circostanza che è stato stabilito un TASSO ANNUO del 3,50% per il periodo di PREAMMORTAMENTO e un TASSO ANNUO del 4,906% per il periodo di AMMORTAMENTO) e quello globale effettivamente applicato. 

In particolare si deve utilizzare per precisare il TAN REALE FINANZIAMENTO mancante sia la rata mensile posticipata di euro 1.017,29 determinata con la data di inizio ammortamento del 01/11/2006 applicando il TASSO ANNUO AMMORTAMENTO del 4,906% alla formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO che usa il metodo di conteggio o di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO “MISTO” (365/360 366/360) insieme alla serie dei tassi NON equivalenti periodali sia gli INTERESSI DI PREAMMORTAMENTO di euro 942,08 da sommarsi alla prima rata di ammortamento pagata al 01/12/2006 determinati dai Bancari latu sensu con il metodo di conteggio dell’ANNO “MISTO” (365/360 366/360) applicando il TASSO ANNUO PREAMMORTAMENTO del 3,50%.

Il TAN REALE FINANZIAMENTO calcolato impiegando la formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO che utilizza il metodo di conteggio o di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” (365/365 e 366/366) e i tassi equivalenti periodali ex art. 821comma 3c.c. ed ex Normativa di Trasparenza della Banca d’Italia è pari al 5,074401960203%.

Si segnala che il TASSO ANNUO del 5,074401960203% che i Bancari latu sensu avrebbero dovuto precisare nel regolamento contrattuale come TASSO ANNUO EFFETTIVO o TAN REALE FINANZIAMENTO è stato determinato con il nostro SOFTWARE DI CALCOLO IN LOCALE perché il SOFTWARE GRATUITO DEL SITO non prevede questo calcolo.

In considerazione che la legge obbliga l’uso del REGIME SEMPLICE ex art. 821, comma 3, c.c., sussiste l’INDETERMINATEZZA IN SEMPLICE della clausola del TASSO CORRISPETTIVO.

In altre parole, sussiste una divergenza nel REGIME SEMPLICE degli interessi (intesa come non identica percentuale da calcolarsi con la modalità di ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” ex art. 821comma 3c.c.tra il globale TASSO NOMINALE CORRISPETTIVO convenzionalmente stabilito (per determinarlo, occorre tenere conto della circostanza che è stato stabilito un TASSO ANNUO del 3,50% per il periodo di PREAMMORTAMENTO e un TASSO ANNUO del 4,906% per il periodo di AMMORTAMENTO) e quello globale effettivamente applicato perché manca nel regolamento contrattuale ex art. 117, comma 4, del TUB ed ex Normativa di Trasparenza della Banca d’Italia il TASSO ANNUO EFFETTIVO o TAN REALE FINANZIAMENTO visto che il contratto stabilisce un periodo di PREAMMORTAMENTO TECNICO dal 11/09/2006 al 31/10/2006.

Non solo, nel ricordare che il REGIME SEMPLICE NON è una legge di interesse SCINDIBILE e, quindi, il valore della rata costante posticipata che si determina con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0, cioè al momento della conclusione del contratto, ha un importo più alto di quello specificato con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m, cioè al momento del termine del contratto, entrambe le due modalità matematiche possono essere utilizzate in sostituzione perché sono rispettose sia dell’art. 821, comma 3, c.c. sia della volontà contrattuale che NON ha previsto la presenza del vincolo di “un’epoca di riferimento”.

Conseguentemente, il TAN REALE FINANZIAMENTO determinato con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi equivalenti periodali con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” (365/365 e 366/366) è pari al  7,620045909693%.

Si segnala che il TASSO ANNUO del 7,620045909693% che i Bancari latu sensu avrebbero dovuto precisare nel regolamento contrattuale come TASSO ANNUO EFFETTIVO o TAN REALE FINANZIAMENTO è stato determinato con il nostro SOFTWARE DI CALCOLO IN LOCALE perché il SOFTWARE GRATUITO DEL SITO non prevede questo calcolo.

Il TAN REALE FINANZIAMENTO determinato con il PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi equivalenti periodali con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” (365/365 e 366/366) è pari al 80,659002776711%.

Si segnala che il TASSO ANNUO del  80,659002776711% che i Bancari latu sensu avrebbero dovuto precisare nel regolamento contrattuale come TASSO ANNUO EFFETTIVO o TAN REALE FINANZIAMENTO è stato determinato con il nostro SOFTWARE DI CALCOLO IN LOCALE perché il SOFTWARE GRATUITO DEL SITO non prevede questo calcolo.

In conclusione, si evidenzia che la mancanza del vincolo di “un’epoca di riferimento”  nel regolamento contrattuale prova inequivocabilmente l’intenzione dolosa di applicare l’illecito REGIME COMPOSTO “al di là di ogni ragionevole dubbio” ex art. 533 c.p.p..

Vista la sussistenza in questo mutuo sia dell’INDETERMINATEZZA IN GENERALE sia dell’INDETERMINATEZZA NEL REGIME COMPOSTO DEGLI INTERESSI sia dell’INDETERMINATEZZA NEL REGIME SEMPLICE DEGLI INTERESSI, per consentire al giudice di rilevare d’ufficio le nullità a vantaggio del cliente ex art. 127 del TUB, occorre ricalcolare le rate dovute da parte del finanziato sia con la sanzione civile del TASSO DEL BOT ANNUALE MINIMO ex art. 117, comma 7, TUB tempo per tempo vigente sia con la sanzione civile del TASSO LEGALE VIGENTE ex art. 1284 c.c. tempo per tempo vigente utilizzando sia la formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO con i tassi equivalenti periodali e con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” (365/365 e 366/366) ex art. 821, comma 3, c.c. sia la formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione iniziale in t_0 del REGIME SEMPLICE con i tassi equivalenti periodali con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” (365/365 e 366/366) ex art. 821, comma 3, c.c. sia la formula del PRINCIPIO DI EQUITÀ con impostazione finale in t_m del REGIME SEMPLICE con i tassi equivalenti periodali con la ponderazione dei periodi rateali dell’ANNO CIVILE “CORRETTO” (365/365 e 366/366) ex art. 821, comma 3, c.c., quantificando le somme complessive già versate o ancora dovute in base a siffatti piani alternativi a titolo di capitale ed interessi, tenuto conto di quanto corrisposto dal finanziato nel corso del tempo.

Si evidenzia che questi 6 piani alternativi delle SANZIONI CIVILI sono determinabili solo con il nostro SOFTWARE DI CALCOLO IN LOCALE perché il SOFTWARE GRATUITO DEL SITO non prevede questi calcoli complessi.