CASSAZIONE, SENTENZA DEL 23-09-2019 N. 23611

L’applicazione del REGIME COMPOSTO nella determinazione della rata costante posticipata del sistema “FRANCESE” viola l’art. 821, comma 3, c.c. che prescrive il REGIME SEMPLICE sia nella sua letterale interpretazione ex art. 12 delle Preleggi sia per la consolidata giurisprudenza della Cassazione Civile.

Non solo, se si usano i principi di diritto di questa sentenza della Cassazione Civile che stabiliscono che vi è pure “l’esigenza di verificare che il rimedio negoziale della nullità (con il bagaglio disciplinare assegnatole in via generale e comune dalla normativa di legge) risulti effettivamente coerente con la finalità di interesse pubblico che la norma imperativa, che venga presa in apposita considerazione, intende specificamente perseguire”, la nullità parziale ex art. 1419, comma 2, c.c. della clausola pattizia dell’atto di mutuo che prevede l’applicazione del REGIME COMPOSTO nella determinazione della rata costante del “FRANCESE” è INDISCUTIBILMENTE SUSSISTENTE: infatti, è incontrovertibile che sia un interesse pubblico tutelare il mutuatario costretto a pagare un ILLECITO QUANTITATIVO di interessi IN PIÙ in seguito alla balla matematica dei bancari latu sensu (RATA in COMPOSTO e PIANO DI AMMORTAMENTO in SEMPLICE)