CASSAZIONE, SENTENZA DEL 13-09-2019 N. 22890

Secondo questa la sentenza della Cassazione Civile del 13-09-2019 n. 22890, se gli INTERESSI MORATORI singolarmente considerati sono USURARI, vi è l’INAPPLICABILITA’ della sanzione dell’art. 1815, comma 2, c.c..

Vogliamo rilevare, comunque, 2 circostanze: 1) gli INTERESSI MORATORI si applicano matematicamente all’ILLECITA rata costante posticipata del “FRANCESE” calcolata nel Regime Composto in violazione dell’art. 821, comma 3, c.c. e non alla LECITA rata costante posticipata del “LINEARE” calcolata nel Regime Semplice; 2) Gli ULTERIORI interessi MORATORI truffaldini calcolati sulla rata in Composto del “FRANCESE”, da un punto di vista sostanziale, non sono altro che ulteriori interessi CORRISPETTIVI truffaldini “mascherati” fittiziamente e artatamente come interessi di MORA.

Per conseguenza, la clausola contrattuale che stabilisce il pagamento degli interessi MORATORI si pone in diretta connessione con l’obbligazione principale di corresponsione degli interessi CORRISPETTIVI e, quindi, oltre ad essere un’ulteriore prova dell’obbiettivo di commettere il reato di TRUFFA CONTRATTUALE “al di là di ogni ragionevole dubbio” ex art. 533, comma 1, c.p.p., questa prassi illecita dei bancari latu sensu dovrebbe essere punita con l’applicazione della sanzione dell’art. 1815 c.c..