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L’art. 821, comma 3, Codice Civile sancisce il Regime Semplice

CASSAZIONE CIVILE, SENTENZE ARTICOLO 821, COMMA 3, C.C..

TRIBUNALE DI BARI, SENTENZA DEL 29-10-2008 N. 113

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 24-09-2009 n. 20543

TRIBUNALE DI LARINO-TERMOLI, SENTENZA DEL 03-05-2012 N. 119

CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 19-07-2012 CAUSA C-591-10

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 13-11-2018 N. 797

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 12-03-2019 N. 160

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 23-09-2019 N. 23611

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 23-04-2019 N. 287

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 27-03-2019 N. 221

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 18-03-2019 N. 201

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 11-03-2019 N. 177

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 28-03-2019 N. 227

CORTE D’APPELLO DI CAMPOBASSO, SENTENZA DEL 05-12-2019 N. 412

TRIBUNALE DI CAMPOBASSO, SENTENZA DEL 26-03-2020 N. 158

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 04-02-2020 N. 90

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Obbligatorietà del Regime Semplice

GIUDICE DI PACE DI TERAMO, SENTENZA DEL 16-02-2016 N. 135

TRIBUNALE DI NAPOLI, SENTENZA DEL 13-02-2018 N. 1558

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 13-11-2018 N. 797

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 12-03-2019 N. 160

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 04-02-2020 N. 90

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

TRIBUNALE DI NAPOLI, SENTENZA DEL 16-06-2020 N. 4102 (LEASING)

Indeterminatezza contrattuale del tasso corrispettivo in generale

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 27-11-2014 N. 25205

TRIBUNALE DI PRATO, SENTENZA DEL 17-06-2020 N. 250

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Indeterminatezza contrattuale del tasso corrispettivo nel Regime Composto

TRIBUNALE DI LUCCA, SENTENZA DEL 10-05-2018 N. 763

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 11-03-2019 N. 177

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 18-03-2019 N. 201

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 27-03-2019 N. 221

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 28-03-2019 N. 227

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 23-04-2019 N. 287

TRIBUNALE DI LUCCA, SENTENZA DEL 10-06-2020 N. 476

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Indeterminatezza contrattuale del tasso corrispettivo nel Regime Semplice

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 18-03-2019 N. 201

TRIBUNALE DI CREMONA, SENTENZA DEL 11-03-2019 N. 177

CORTE D’APPELLO DI CAMPOBASSO, SENTENZA DEL 05-12-2019 N. 412

TRIBUNALE DI CAMPOBASSO, SENTENZA DEL 26-03-2020 N. 158

TRIBUNALE DI LUCCA, SENTENZA DEL 10-06-2020 N. 476

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Il diritto del cliente di ottenere gratuitamente nell’esecuzione del contratto (ma anche dopo) il piano di ammortamento completo di tutti i dati

CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 11/03/2020 N. 6975

CORTE DI GIUSTIZIA SENTENZA DEL 09/11/2016 CAUSA C-42/15

Truffa Contrattuale

CORTE DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE, SENTENZA DEL 12-05-2020 N. 8770

VARIE SENTENZE IN TEMA DI CONCORSO MORALE NEL REATO DI TRUFFA CONTRATTUALE

TRIBUNALE DI CHIETI, SENTENZA DEL 04-09-2019 N. 565 (EURIBOR)

TRIBUNALE DI CHIETI, SENTENZA DEL 24-03-2020 N. 216 (EURIBOR)

Utilizzo del quantitativo dell’anatocismo truffaldino per la determinazione del Teg Finanziamento ai fini della verifica dell’usurarietà del contratto

TRIBUNALE DI BARI, SENTENZA DEL 14-07-2020 N. 2168

TRIBUNALE DI MASSA, SENTENZA DEL 05-08-2020 N. 384

Criteri di valutazione ai fini usura delle categorie usurarie

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 06-09-2019 N. 22380

TRIBUNALE CIVILE DI BARI, ORDINANZA DEL 27-08-2019

TRIBUNALE PENALE DI COSENZA, SEZ. GIP-GUP, ORDINANZA DEL 21-12-2018, Dott. Francesco Luigi Branda.

TRIBUNALE DI CAGLIARI, SENTENZA DEL 24-04-2018 n. 1350

ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO (ABF) DI NAPOLI, DECISIONE DEL 03-06-2015 n. 4456

Criteri di valutazione ai fini usura delle polizze assicurative

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA DEL 06-03-2018 N. 5160

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA DEL 24-09-2018 N. 22458

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA DEL 16-04-2018 N. 9298

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA DEL 05-04-2017 N. 8806

CORTE D’APPELLO DI LECCE, SENTENZA DEL 01-04-2020 N. 293

Criteri di valutazione ai fini usura del deposito infruttifero

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 22-07-2019 N. 19654

Criteri di valutazione ai fini usura della clausola di salvaguardia

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 22-06-2016 n. 12965

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 27-10-2019 N. 26286

Criteri di valutazione ai fini usura degli interessi moratori

CASSAZIONE, SENTENZA DEL 13-09-2019 N. 22890

Verifica dell’usurarietà: i decreti ministeriali sono conoscibili dal giudice del merito?

CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 30-01-2019 N. 2543 (posizione contraria)

CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA DEL 13-05-2020 N. 8883 (posizione favorevole)

ISC/TAEG

TRIBUNALE DI CAGLIARI, SENTENZA DEL 26-06-2019 N. 1455

Diritti dei consumatori

CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 26-03-2020 CAUSA C-779/18 (CASO MIKROKASA S.A.)

CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 26-03-2020 CAUSA 66-19 (CASO KREISSPARKASSE SAARLOUIS)

CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 11-09-2019 CAUSA 383-18 (CASO LEXITOR) e GIURISPRUDENZA ITALIANA

CORTE DI GIUSTIZIA, SENTENZA DEL 03-03-2020 CAUSA 125-18 (CASO GÓMEZ DEL MORAL GUASCH)

Commento alla giurisprudenza contraria

TRIBUNALE DI TORINO, SENTENZA DEL 30-05-2019 N. 2676

CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 05-05-2020 n. 464

CORTE D’APPELLO DI TORINO, SENTENZA DEL 21-05-2020 n. 544

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA DEL 20-05-2020 N. 9237

SANZIONI CIVILI NORMATIVA

EVIDENZIAZIONE DELL’USURA COLLEGATA ALLA SOLO FASE FISIOLOGICA DEL CONTRATTO

Art. 1815 Codice Civile – Interessi.


[I]. Salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell’articolo 1284.
[II]. Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi [14192; 185 trans.] (1) (2).
(1) Comma così sostituito dall’art. 4 l. 7 marzo 1996, n. 108. Il testo recitava: «Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale».
(2) Ai sensi dell’art. 1 d.l. 29 dicembre 2000, n. 394, conv., con modif., in l. 28 febbraio 2001, n. 24, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.

L’INDETERMINATEZZA CONTRATTUALE DEL SISTEMA “FRANCESE”

ART. 117 TUB – Contratti

vigente dal 19/09/2010 (SANZIONE CORRETTA)

1. I contratti sono redatti per iscritto e un esemplare e’ consegnato ai clienti.

2. Il CICR puo’ prevedere che, per motivate ragioni tecniche, particolari contratti possano essere stipulati in altra forma.

3. Nel caso di inosservanza della forma prescritta il contratto e’ nullo.

4. I contratti indicano il tasso d’interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora.

5. [Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonche’ quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni piu’ sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati.] (2).

6. Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonche’ quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni piu’ sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati (3).

7. In caso di inosservanza del comma 4 e nelle ipotesi di nullita’ indicate nel comma 5, si applicano:

a) il tasso nominale minimo e quello massimo, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive, dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell’economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto o, se piu’ favorevoli per il cliente, emessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione.

b) gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi al momento della conclusione del contratto o, se piu’ favorevoli per il cliente, al momento in cui l’operazione e’ effettuata o il servizio viene reso; in mancanza di pubblicita’ nulla e’ dovuto (4).

8. La Banca d’Italia puo’ prescrivere che determinati contratti, individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, abbiano un contenuto tipico determinato. I contratti difformi sono nulli. Resta ferma la responsabilita’ della banca o dell’intermediario finanziario per la violazione delle prescrizioni della Banca d’Italia (5).

(1) Articolo modificato dall’ articolo 25 della legge 28 dicembre 2005, n. 262 e sostituitodall’articolo 4 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, con la decorrenza indicata al comma 2 dell’articolo 6 del medesimo D.Lgs. 141 del 2010.

(2) A norma dell’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218, il presente comma deve intendersi soppresso.

(3) Comma rinumerato dall’articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218.

(4) Comma rinumerato dall’articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218.

(5) Comma rinumerato dall’articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218.

ART. 117 TUB – Contratti

VERSIONI STORICHE in vigore dal 01/01/1994 al 18/09/2010

Art. 1284 Codice Civile – Saggio degli interessi

(SANZIONE ERRATA perché l’art. 117 TUB è la norma speciale che deroga quella generale)

[I]. Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari allo 0,8 per cento (2) in ragione d’anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l’anno successivo [1612 trans.] (3).
[II]. Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.
[III]. Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale [18152, 2855] (4).
[IV]. Se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (5).
[V]. La disposizione del quarto comma si applica anche all’atto con cui si promuove il procedimento arbitrale (6).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 l. 26 novembre 1990, n. 353.
(2) Con d.m. 11 dicembre 2015 (G.U. 15 dicembre 2015, n. 291) la misura del saggio degli interessi legali è fissata allo 0,2 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2016. A norma dell’articolo 1 del d.m. 7 dicembre 2016, la misura del saggio degli interessi legali di cui al presente articolo e’ fissata allo 0,1 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2017; a norma dell’art. 1 del d.m. 13 dicembre 2017, la misura del saggio degli interessi legali di cui al presente articolo e’ fissata allo 0,3 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2018; a norma dell’art. 1 del d.m. 12 dicembre 2018, la misura del saggio degli interessi legali di cui al presente articolo e’ fissata allo 0,8 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2019; a norma dell’art. 1 del d.m. 12 dicembre 2019, la misura del saggio degli interessi legali di cui al presente articolo e’ fissata allo 0,05 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2020.
(3) Comma così sostituito dall’art. 2185l. 23 dicembre 1996, n. 662. Il testo precedente recitava: «Il saggio degli interessi legali è del dieci per cento in ragione di anno».
(4) V. art. 52r.d. 14 dicembre 1933, n. 1669; art. 7 r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736.
(5) Comma aggiunto dall’art. 17 d.l. 12 settembre 2014 n. 132, e modificato, in sede di conversione, dalla l. 10 novembre 2014, n. 162. Le disposizioni producono effetti rispetto ai procedimenti iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione.
(6)Comma aggiunto dall’art. 17 d.l. 12 settembre 2014 n. 132, conv., con modif., in l. 10 novembre 2014, n. 162. Le disposizioni producono effetti rispetto ai procedimenti iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione.

Erroneità del TAEG/ISC

Art. 124 TUB – Contratti

vigente dal 01/01/1994 al 18/09/2010

1. Ai contratti di credito al consumo si applica l’art. 117, commi 1 e 3.

2. I contratti di credito al consumo indicano:

a ) l’ammontare e le modalità del finanziamento;

b ) il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;

c ) il TAEG;

d ) il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere eventualmente modificato;

e ) l’importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del TAEG. Nei casi in cui non sia possibile indicare esattamente tali oneri, deve esserne fornita una stima realistica; oltre essi, nulla è dovuto dal consumatore;

f ) le eventuali garanzie richieste;

g ) le eventuali coperture assicurative richieste al consumatore e non incluse nel calcolo del TAEG.

3. Oltre a quanto indicato nel comma 2, i contratti di credito al consumo che abbiano a oggetto l’acquisto di determinati beni o servizi contengono, a pena di nullità:

a ) la descrizione analitica dei beni e dei servizi;

b ) il prezzo di acquisto in contanti, il prezzo stabilito dal contratto e l’ammontare dell’eventuale acconto;

c ) le condizioni per il trasferimento del diritto di proprietà, nei casi in cui il passaggio della proprietà non sia immediato.

4. Nessuna somma può essere richiesta o addebitata al consumatore se non sulla base di espresse previsioni contrattuali. Le clausole di rinvio agli usi per la determinazione delle condizioni economiche applicate sono nulle e si considerano non apposte.

5. Nei casi di assenza o nullità delle clausole contrattuali, queste ultime sono sostituite di diritto secondo i seguenti criteri:

a ) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto;

b ) la scadenza del credito è a trenta mesi;

c ) nessuna garanzia o copertura assicurativa viene costituita in favore del finanziatore.

Art. 125 bis – Contratti e comunicazioni

vigente dal 19/09/2010 (Articolo inserito dall’articolo 1 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141)

1. I contratti di credito sono redatti su supporto cartaceo o su altro supporto durevole che soddisfi i requisiti della forma scritta nei casi previsti dalla legge e contengono in modo chiaro e conciso le informazioni e le condizioni stabilite dalla Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR. Una copia del contratto e’ consegnata ai clienti.

2. Ai contratti di credito si applicano l’articolo 117, commi 2, 3 e 6, nonche’ gli articoli 118, 119, comma 4, e 120, comma 2.

3. In caso di offerta contestuale di piu’ contratti da concludere per iscritto, diversi da quelli collegati ai sensi dell’articolo 121, comma 1, lettera d), il consenso del consumatore va acquisito distintamente per ciascun contratto attraverso documenti separati.

4. Nei contratti di credito di durata il finanziatore fornisce periodicamente al cliente, su supporto cartaceo o altro supporto durevole una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni del CICR, fissa i contenuti e le modalita’ di tale comunicazione.

5. Nessuna somma puo’ essere richiesta o addebitata al consumatore se non sulla base di espresse previsioni contrattuali.

6. Sono nulle le clausole del contratto relative a costi a carico del consumatore che, contrariamente a quanto previsto ai sensi dell’articolo 121, comma 1, lettera e), non sono stati inclusi o sono stati inclusi in modo non corretto nel TAEG pubblicizzato nella documentazione predisposta secondo quanto previsto dall’articolo 124.

La nullita’ della clausola non comporta la nullita’ del contratto.

7. Nei casi di assenza o di nullita’ delle relative clausole contrattuali:

a) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell’economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto. Nessuna altra somma e’ dovuta dal consumatore a titolo di tassi di interesse, commissioni o altre spese;

b) la durata del credito e’ di trentasei mesi.

8. Il contratto e’ nullo se non contiene le informazioni essenziali ai sensi del comma 1 su:

a) il tipo di contratto;

b) le parti del contratto;

c) l’importo totale del finanziamento e le condizioni di prelievo e di rimborso.

9. In caso di nullita’ del contratto, il consumatore non puo’ essere tenuto a restituire piu’ delle somme utilizzate e ha facolta’ di pagare quanto dovuto a rate, con la stessa periodicita’ prevista nel contratto o, in mancanza, in trentasei rate mensili.