TRIBUNALE DI ANCONA, SENTENZA DEL 18-08-2020 N. 1056

TRUFFA CONTRATTUALE (EURIBOR)

Il Tribunale di Ancona, nella persona del Giudice Dott. Rosario Vizzari, ha stabilito che nei mutui a tasso variabile è nulla la clausola relativa al tasso Euribor nel periodo 29/09/2005 al 30/05/2008 per effetto dell’alterazione dell’Euribor come accertato dalla decisione della Commissione Antitrust Europea – Direzione Generale della Concorrenza C(2013) 8512\1 in data 4.12.2013 nel caso AT39914.

Il tasso Euribor deve essere sostituito con il tasso legale tempo per tempo vigente, ai sensi degli artt. 1346/1284 III comma c.c..

Identicamente si è pronunciato il Tribunale di Chieti, nella persona del Giudice Dott. Gianluca Falco, con la sentenza del 04-09-2019 n. 565 e con la sentenza del 24-03-2020 n. 216.

Nell’invitare a leggere l’articolo IL MECCANISMO SECONDARIO DI ANATOCISMO NEI FINANZIAMENTI RATEALI DELL’EURIBOR NEL PERIODO SETTEMBRE 2005 – MAGGIO 2008, si evidenzia che nelle motivazioni della sentenza di Ancona si legge che “Passando poi all’esame della richiesta declaratoria di nullità dei contratti di mutuo per violazione della normativa antitrust (legge n. 287/1990) si osserva: il parametro EURIBOR richiamato nei mutui de quo e salvi ulteriori accertamenti che saranno eseguiti nel proseguo di causa, è NULLO per contrarietà a norme imperative della clausola del mutuo di cui è causa nel periodo nel quale si è realizzata la succitata condotta anticoncorrenziale e NULLO per indeterminatezza come accertato dal provvedimento dell’Antitrust Europea C(2013)8512/1 in data 04.12.2013 nel caso AT\39914, e per l’effetto occorrerà sostituire il tasso corrispettivo e di mora pattuito nei mutui per cui è causa con il tasso legale ex art. 1284 co. 3^ c.c.. … (…) … La durata dell’illecito è stato accertato dalla Commissione dal 29/09/2005 al 30/05/2008 (e successivi semestri di applicazione), dovendosi di conseguenza ritenere la legittimità del tasso Euribor negli altri periodi non oggetto degli accertamenti della Commissione Europea”.

Inoltre, nelle motivazioni si puntualizza sia che “La decisione della Commissione europea ha DIRETTA RILEVANZA nella disciplina dei contratti di finanziamento bancario e dei prodotti finanziari (quali derivati, obbligazioni bancarie, titoli di Stato, obbligazioni corporate) che prevedano un meccanismo di indicizzazione degli interessi, a scadenze periodiche predeterminate, secondo l’andamento del parametro Euribor: sorge infatti la questione della possibile invalidità di tale tasso convenzionale per il periodo in cui si è verificato l’illecito antitrust” sia che la NULLITÀ sussiste “a prescindere dal fatto che la specifica controparte contrattuale abbia o meno preso parte all’accordo distorsivo” perché “la manipolazione del tasso influenza in ogni caso il tasso convenzionale applicato nel corso del rapporto, rendendolo nullo, per il periodo in cui la indebita alterazione di esso (avvenuta in forza della relativa clausola contrattuale, come eterointegrata in modo illecito) ha avuto applicazione. Tale nullità discende sia dalla indeterminatezza ed indeterminabilità oggettiva dell’oggetto della clausola relativa al tasso Euribor nel periodo di intervenuta alterazione dei criteri di calcolo del medesimo), ex artt. 1346 e 1418, comma 2°, cod. civ., sia per intervenuta violazione – nella applicazione del tasso di interesse così alterato – delle norme imperative impositive del divieto degli accordi e delle intese di cui agli artt. 2 l. n. 287/1990, 101 TFUE e 53 EEA: sicché l’utente può agire per la dichiarazione di nullità della clausola contrattuale e per la ripetizione delle somme, e può farlo anche laddove la controparte contrattuale non abbia preso parte alla manipolazione del parametro Euribor, restando esclusa, in tal caso, l’azione per il risarcimento del danno anticoncorrenziale, che può essere proposta esclusivamente contro gli autori della violazione antitrust“.

Quanto alla responsabilità penale per TRUFFA dei BANCARI latu sensu per aver usato con l’illecito PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO i valori dell’EURIBOR manipolati al rialzo da un cartello anticoncorrenziale nel periodo 2005-2008, l’intensità della VOLONTÀ DOLOSA si aggrava certamente per le persone colpevoli delle banche sicuramente coinvolte nell’aggiotaggio (Barclays, Deutsche Bank, RBS e Société Générale) e probabilmente implicate (Crédit Agricole, HSBC e JP Morgan) perché il loro operare è strettamente collegato all’incasso di ulteriori INTERESSI EFFETTIVI CORRISPETTIVI truffaldini. Invece, il dolo intenzionale della TRUFFA dei BANCARI latu sensu degli intermediari non coinvolti direttamente nel cartello anticoncorrenziale non si intensifica per l’utilizzo dei valori dell’EURIBOR manipolati al rialzo solo nel caso che questi soggetti provano di essere all’oscuro dell’aggiotaggio. Ovviamente, dato che sussiste la colpevolezza di aver usato l’illecito PRINCIPIO DI EQUITÀ del REGIME COMPOSTO, il quantitativo della TRUFFA CONSUMATA che si amplifica per aver beneficiato di un comportamento criminoso altrui, configura il reato di RICETTAZIONE ex art. 648 c.p..